9 ORE NAZIONALE DI PREGHIERA DEL COMITATO NO194 A BOLOGNA SABATO 11-6-2016 , ORE 9-18

Locandina evento 11.06.2016

Sabato 11 giugno 2016, dalle ore 9 alle ore 18, si svolgerà nella centralissima piazza S. Giovanni in Monte a Bologna, zona Basilica di S. Stefano, la nostra terza 9 ore nazionale di preghiera contro la legalizzazione dell’aborto volontario ed a favore del referendum abrogativo della legge 194, datata 22-5-1978.

Evento con cadenza semestrale che è stato confermato in dettaglio dalla locale questura in data 22-4-2016 e che, su base regionale, si tiene il primo sabato dei mesi dispari sempre dalle ore 9 alle 18 all’esterno degli ospedali indicati sul nostro sito ufficiale www.no194.org, attraverso il quale ultimo si raccolgono gratuitamente anche le adesioni al nostro comitato.

Per ragioni di ordine pubblico, viceversa, è stato ribadito il divieto allo svolgimento della manifestazione di preghiera all’esterno di una struttura ospedaliera, circostanza oggetto di polemiche anche a livello nazionale in occasione delle due precedenti edizioni.

Tutti coloro che condividono le nostre posizioni sono invitati ad unirsi a noi in questa giornata nella quale esprimere una ferma condanna alla legalizzazione dell’aborto volontario, appoggiando una soluzione concreta, non demagogica, giuridicamente attrezzata ed inequivocabilmente abrogazionista a questo problema, tale da riportare la disciplina del fenomeno all’epoca antecedente all’entrata in vigore della 194, in radicale contrapposizione con le anche recenti esortazioni ed istanze rivolte a limitare l’obiezione di coscienza.

E’ un’occasione per commemorare in modo composto, raccolto, per nulla festoso e senza promuovere prodotti o partiti 6 milioni di concepiti ufficialmente e legalmente soppressi dal 1978.

Sono quindi banditi palloncini colorati, bancarelle e simboli politici, vecchi e nuovi, ampiamente presenti in altre manifestazioni di area.

Ed è anche un’occasione per affermare diritti costituzionali fondamentali quali il diritto di riunione ( art. 17 ) , di libera manifestazione del proprio credo religioso ( art. 19 ) e di manifestazione del pensiero ( art. 21 ) , per nulla fuori luogo visti i problemi insorti con le locali formazioni di sinistra in occasione delle prime due edizioni.

Come si ricorderà il sindaco di Bologna Merola , del partito dell’attuale Presidente del Consiglio , che si autodefinisce ” democratico ” , chiese ufficialmente al Prefetto locale di emettere un’ordinanza che vietasse l’evento :

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/01/news/il_pd_contro_gli_antiabortisti-115817559/ Non solo , ma SEL , formazione politica di appartenenza del Presidente della Camera, e Rifondazione comunista s’impegnarono nei loro siti locali ad impedire fisicamente , quindi con la violenza , la veglia :

http://www.sel-bologna.com/blog/2015/05/28/legge194-fermate-la-manifestazione-degli-antiabortisti-al-maggiore/ http://www.prcbologna.it/2015/05/30/no13giugno/ Si allega a titolo informativo e di approfondimento delle nostre posizioni il video del discorso introduttivo del recente corteo di Milano :

https://www.youtube.com/watch?v=3dltNBlr-lY

https://www.youtube.com/watch?v=M29L5wu-tPU

Non mancate.

Avv. Pietro Guerini-Presidente nazionale Comitato NO194 e omonima associazione

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VIDEO DEL CORTEO NAZIONALE DI MILANO DEL 9-4-2016 DEL COMITATO NO194 PER L’ABROGAZIONE REFERENDARIA DELLA LEGGE 194

Allego il video del mio discorso introduttivo del nostro quinto corteo nazionale, svoltosi, in contemporanea con Caserta, sabato 9-4-2016 a Milano, dalle ore 15 alle ore 18 :

https://www.youtube.com/watch?v=3dltNBlr-lY

In esso, dopo aver sottolineato la piena conformità della nostra battaglia alla dottrina della Chiesa e alle affermazioni anche recenti del Pontefice , che il 18-2-2016 , di ritorno dal viaggio in Messico , ha dichiarato in aereo che l’aborto è un crimine , vengono affermati e ribaditi, a scanso di equivoci , identità , posizioni e obiettivi del nostro comitato , che conta quasi 30.000 aderenti ed a cui ci si iscrive , gratuitamente , tramite il sito www.no194.org con la compilazione del relativo modulo.

Noi abbiamo un’identità molto ben definita: si sa cosa vogliamo, ottenere il riconoscimento del diritto di nascita, che strumento utilizzare per conseguire questo risultato, un referendum, e abbiamo un testo normativo specifico per disciplinare la materia, che costituisce il perfezionamento del nostro obiettivo e che pure descrivo in dettaglio nel discorso in oggetto.

Non m’interessa aggregare per aggregare, pratica che può entusiasmare le tendenze istintive e mano razionali dell’essere umano, ma formulare una proposta precisa attorno alla quale creare consenso e che possa essere un punto di riferimento per un’adesione più ampia in termini di condivisione sostanziale.

Quando ho fondato da solo questo comitato nel 2009 ho inteso da subito prendere le distanze dal pro life demagogico e rudimentale che dominava in questo paese e che è ancora ben presente, fondato sull’incertezza, sull’impreparazione giuridica, sull’improvvisazione , che non precisa (anche perché spesso non sa) se il proprio intento sia riformista o abrogativo della 194 , o , in quest’ultima ipotesi , quale strumento intenda utilizzare per tale fine e , in ogni caso, quale sia la normativa ideale a cui fa riferimento .

Inoltre, sempre all’atto della fondazione del Comitato NO194 , ho voluto preservare un minimo livello qualitativo di carattere umano ed intellettivo degli iscritti, a prescindere da ogni superflua considerazione di carattere culturale, convinto da sempre come sono che la cultura sia solo uno strumento per accentuare le caratteristiche positive o negative di un essere umano.

Quindi, mentre le organizzazioni, in generale, tendono di regola a cercare di aggregare il numero più elevato possibile più persone, sacrificando la propria identità, secondo obiettivi strettamente quantitativi che dovrebbero essere prioritari in una realtà commerciale e non caratterizzata da una comunione di ideali, ho da subito avuto una particolare attenzione nell’affermare anzitutto princìpi chiari , con un manifesto da sottoscrivere al momento dell’adesione e con i diversi interventi pubblicati a destra nella nostra home page del citato sito www.no194.org .

Orbene , in questo discorso ho sottolineato , tra l’altro , che i requisiti minimi umani ed intellettivi per appartenere al nostro comitato debbono ritenersi insussistenti per coloro che ritengono che debba essere costretta a morire per legge una donna in grave pericolo di Vita qualora affronti il parto o porti a termine la gravidanza , grave pericolo attuale, non altrimenti evitabile nonché rigorosamente accertato e documentato da una commissione medica ( in linea con quanto precisato all’art. 3 del mio disegno di legge pubblicato sulla nostra home page sotto “ La nostra legge “ ) .

In quel caso, l’unico per noi ammissibile e tra l’altro sempre più remoto a livello medico, infatti, l’aborto è oggettivamente l’unica alternativa al decesso della donna, la quale deve essere ritenuta libera di adottare la propria decisione, che, nel caso sia rivolta a sacrificare la propria Vita, deve all’evidenza considerarsi eroica.

A prescindere dalla nota conformità di tale posizione al catechismo della Chiesa Cattolica , come preciso in dettaglio nel mio intervento , e dalla conoscenza culturale di nozioni che sono specificamente di natura giuridica , chiunque non sia d’accordo con essa aderisce ad una concezione della donna ( e quindi di un essere umano ) di fatto di carattere talebano e criminale che è incompatibile con i requisiti sopra indicati , sotto il profilo umano, perché la Vita (tanto più se relativa ad un soggetto assolutamente innocente, lo preciso ancorché sia totalmente contrario anche alla pena di morte) va sempre tutelata e nessuna legge ne può imporre la soppressione, e , sotto l’aspetto intellettivo, perché dovrebbe essere evidente a chiunque, da un lato , che uno stato civile non può imporre ad una persona di morire nonostante la propria contraria volontà e, dall’altro, che un atto di eroismo non può essere imposto per legge .

Non è casuale , come preciso nel mio intervento , la salvaguardia giuridica di quell’estremo caso limite ( o direttamente o mediante il ricorso all’istituto dello stato di necessità , che se non ricorre nel caso di pericolo per la propria vita non ricorre mai ) sia in Italia prima della legge 194, epoca alla quale vogliamo ritornare mediante l’abrogazione referendaria di essa, sia nel ddl che il governo ultra-cattolico polacco sta cercando di far approvare dal proprio parlamento, sia da sempre nella normativa irlandese (si badi bene l’unica che riconosce costituzionalmente il concepito), sia e persino nello Stato Città del Vaticano, di cui i Pontefici sono Sovrani assoluti.

Chiunque, quindi , con qualsiasi motivazione ( magari con la convinzione di parlare a nome del cattolicesimo , in realtà di un cattolicesimo tribale e fai da te , frutto di una lettura deformata e non sufficientemente attrezzata della dottrina , rigettata persino e da sempre nel microscopico ma significativo Stato Città del Vaticano ) non condivida quel caso limite , è pregato di non iscriversi al nostro comitato o di revocare la propria iscrizione e di non partecipare alle nostre manifestazioni, dovendosi ritenere , in caso contrario , passibile di espulsione da esso .

Noi, essendo a favore della difesa della Vita, non possiamo oggettivamente che essere non solo contro la soppressione consentita per legge del concepito, ma pure contro la soppressione imposta sempre per legge della donna incinta.

Non vogliamo essere un pretesto, come cattolici, per tentativi di talebanizzazione della nostra Fede e, come cittadini, per l’affermazione di princìpi contrari a minimi dettami di civiltà, oltreché incostituzionali e quindi radicalmente impraticabili in un ordinamento giuridico, l’unico in cui, come dovrebbe essere evidente a chiunque, si giocano battaglie (per quanto eticamente sensibili come nella fattispecie) di carattere giuridico.

Ed è anche grazie all’attribuzione di queste posizioni criminali e talebane alla loro controparte, tra l’altro, che i radicali hanno vinto il referendum del 1981 sulla 194, spaventando con successo l’opinione pubblica.

Ricordo a tutti la nostra 9 ore nazionale di preghiera contro l’aborto e per l’abrogazione referendaria della legge 194 che si svolgerà sabato 11-6-16, dalle ore 9 alle ore 18, a Bologna, nella centrale piazza S. Giovanni in Monte, nei pressi dalla Basilica di S. Stefano, salve rettifiche disposte dalla questura negli ultimi giorni e che verranno eventualmente pubblicate sul sito www.no194.org, nonché, ancor prima, le nostre 9 ore regionali di preghiera di sabato 7-5-16, sempre ore 9-18 , che si terranno come ogni primo sabato di mese dispari nelle sedi indicate sul sito medesimo.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale Comitato NO194 e omonima associazione

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IL CORTEO NAZIONALE DEL COMITATO NO194 PER L’ABROGAZIONE REFERENDARIA DELLA LEGGE 194 ( MILANO E CASERTA , 9-4-2016 )

Ricordo che sabato 9-4-2016 si svolgerà a Milano , dalle ore 15 alle ore 18 , il nostro quinto corteo nazionale , che percorrerà il pieno centro della città meneghina , con partenza da piazzale Cadorna ( stazione di metropolitana , linee 1 e 2 ) ed arrivo in piazza Medaglie d‘Oro , seguendo il consueto percorso foro Buonaparte , largo Cairoli, via Cusani , via Broletto , piazza Cordusio, via Orefici , via Mazzini ( a lambire Piazza Duomo ) , piazza Missori , corso di Porta Romana ( stazione di metropolitana , linea 3 ) .

Alle ore 16,30 si terrà la nostra analoga manifestazione a Caserta , con partenza da piazza Vanvitelli , nei pressi dell’arcivescovado .

Il titolo del doppio corteo è ”NO194 per l’abrogazione referendaria della legge 194 “.

Una manifestazione dinamica che si affianca alla 9 ore nazionale di preghiera, che si svolge con non poche difficoltà ( viste le riduzioni di orario e gli spostamenti di data e sede disposti dalla locale questura ) semestralmente a Bologna , la prossima edizione si terrà come sempre a giugno , e agli altri sit-in mensili che caratterizzano la nostra attività , dalle 9 ore di preghiera su base regionale all’esterno degli ospedali dalle ore 9 il primo sabato dei mesi dispari , alle adorazioni eucaristiche il primo sabato dei mesi pari (si vedano le sedi sul nostro sito no194.org).

Eventi che, come il nostro comitato , hanno una matrice ben precisa , in vista di un fine non certo agevole ma concreto e rispetto al quale essi debbono considerarsi strumentali : l’abrogazione della 194 per via referendaria .

Al fine di evitare le strumentalizzazioni che gli organi di informazione tentano molto spesso di effettuare sulle nostre iniziative (onde bollarci come ultracattolici, in contrapposizione con altri cattolici o sedicenti tali, omofobi, razzisti o collocarci politicamente), si chiede ai partecipanti al corteo di Milano di astenersi da ogni considerazione, invitando i rappresentanti dei media a rivolgersi al sottoscritto, che si assume naturalmente ogni responsabilità per le dichiarazioni rilasciate in tali circostanze a nome e per conto del comitato che presiede.

Il comitato prende sin d’ora le distanze da attività commerciali che possano eventualmente essere intraprese indebitamente ed a titolo personale a margine del corteo o da immagini o simboli religiosi che possano essere esposti nell’occasione che raffigurino feti in forme sconvolgenti , comparsi in manifestazioni pro life di regola e per lo più per scopi esibizionistici sempre personali, in quanto contrastanti con gli interessi della nostra organizzazione, perché utilizzabili dai media per conferire alla stessa un’immagine improntata al fanatismo , vanificando il nostro tentativo di indurre le menti e le coscienze a riflettere razionalmente e moralmente sul dramma dell’aborto e sull’inammissibilità della legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza .

La nostra manifestazione si differenzia da sempre e radicalmente da altre analoghe, con le quali si invoca propagandisticamente l’abrogazione della 194, ma per vie inattuabili, quale quella parlamentare, che si vorrebbe inverosimilmente attivare attraverso cortei che dovrebbero convertire la maggioranza dei componenti delle due camere.

Come abbiamo avuto personale ( scontatissima ) conferma in questi mesi in materia di aborto e di legge 194 e come si è riscontato di recente su altre tematiche eticamente sensibili, quale ad esempio la difesa della famiglia tradizionale, i parlamentari dimostrano , viceversa , di essere del tutto indifferenti alle manifestazioni di piazza di area e di seguire sistematicamente ed in modo inequivocabile su tali tematiche l’orientamento laicista dei loro colleghi che operano presso le istituzioni comunitarie, radicalizzandolo poi ideologicamente, attingendo da germi culturali e politici particolarmente presenti nel nostro paese, nel quale ha operato storicamente il partito comunista più forte del mondo occidentale, che contribuì in modo massiccio a finanziare a suo tempo la campagna abortista orchestrata dal partito radicale.

E’ di tutta evidenza che se la 194 verrà riformata dal potere legislativo sarà solo per comprimere l’obiezione di coscienza.

Delle due l’una: o si è a favore del diritto di scelta della donna, consacrato nella legge 194 , o si è a favore del diritto di nascita delle concepite e dei concepiti e, quindi, abrogazionisti, utilizzando l’unico mezzo messo a disposizione dei cittadini con tali effetti, che è quello referendario .

Ho effettuato una scelta precisa nella seconda direzione nel momento in cui ho costituito questo comitato, pur rimanendo doverosamente disponibile ad accettare proposte collaborative provenienti da ambienti parlamentari, come nei mesi scorsi, quando sono stato invitato da un senatore a stendere un testo abrogazionista.

Un testo che, accanto ad interventi sia economico-assistenziali che diretti ad agevolare l’adozione del nascituro indesiderato previsti dall’art. 5, contempla l’unico caso di ammissibilità dell’aborto volontario, costituzionalmente insuperabile, già vigente (nella forma dell’esimente dello stato di necessità) prima della 194 ( aggravando peraltro le modeste pene previste all’epoca) e pure vigente tuttora e da sempre persino nello Stato Città del Vaticano , quello del grave pericolo di vita , attuale e non altrimenti evitabile , della donna che porti a termine la gravidanza , testo che è riportato nella home page del sito del comitato sotto “La nostra legge“ e che è stato poi stravolto non appena divenuto oggetto di valutazione di altri senatori, al punto di avvicinarsi al contenuto della normativa attualmente in vigore.

Partecipate al duplice corteo di Milano e Caserta di sabato 9-4-16 ed iscrivetevi (gratuitamente) tramite il sito no194.org al nostro comitato, un comitato che, sottraendosi ai molti fallimenti di coloro che si sono mossi nel pro life italiano in questi decenni, è radicato sul territorio, conta decine di migliaia di iscritti, ed è fondato sulla inequivocabile condivisione della scelta abrogazionista all’atto dell’iscrizione ad esso da parte di tutti i nostri aderenti, in linea, tra l’altro, con il contenuto dell’enciclica “Evangelium Vitae” firmata e redatta da Papa Giovanni Paolo II, nominato Santo due anni or sono e, quindi, tutt’altro che scomunicato dalla Chiesa.

Si allega di seguito il link del discorso pronunciato in occasione del precedente corteo: https://www.youtube.com/watch?v=nmkLWUtLvGs

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato no194 e omonima associazione

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ATTI UFFICIALI DEL CONVEGNO DI ROMA DEL 11-12-15

Pubblichiamo di seguito il link degli atti ufficiali del convegno nel corso del quale il sottoscritto ha ricevuto incarico dal senatore Scilipoti Isgrò di redigere un disegno di legge abrogativo della legge 194, al quale ha fatto seguito la stesura di un testo che :

a ) in termini di ammissibilità riporterebbe in vigore la disciplina anteriore a tale legge, risalente al 1978 , quindi con un unico caso di liceità dell’aborto volontario, già tutelato all’epoca dall’art. 54 c.p. (stato di necessità), in ossequio all’art. 32 cost. (diritto alla salute), a salvaguardia della Vita della donna , unico caso di ammissibilità in vigore attualmente e da sempre anche nella Stato Città del Vaticano , stante l’operatività pure in quella legislazione della scriminante in oggetto ;

b ) sotto il profilo sanzionatorio prevede un inasprimento delle pene ed un allargamento dei soggetti responsabili del reato , tra l’altro con un’aggravante specifica per il potenziale padre del concepito ;

c ) introdurrebbe degli interventi assistenziali a favore della donna e delle forme agevolate di adozione per i figli indesiderati .

Testo riportato in calce agli atti, alle pagg. 61 e 62 , seguito da una sua rivisitazione estensiva operata dall’ufficio legislativo del partito del senatore e conseguente all’intervento di altri senatori .

Rivisitazione dalla quale ci dissociamo espressamente, insistendo per il deposito del testo originario, di mia personale stesura.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato no194 e omonima associazione

Atti del convegno 11.12.2015

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Conferenza – 194 (aborto): una legge da riformare o da abrogare?

conferenza 6.2.2016

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