Corteo nazionale 10 ottobre 2015

Corteo nazionale 10 ottobre 2015

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ABORTO , FAMIGLIA , SCUOLA : QUANDO LA SOPRAFFAZIONE DEL BAMBINO DIVENTA LEGGE

Il presente pezzo non si occupa solo del tema dell’aborto, con riferimento al quale ho fondato il nostro comitato.

Conseguentemente, le considerazioni (di carattere per lo più giuridico) in esso contenute esulanti da tale tema debbono ritenersi espresse a titolo strettamente personale senza che ciò coinvolga minimamente NO194.

1 ) SCUOLA

E’ entrata in vigore nei giorni scorsi la legge n. 107 del 13-7-2015, denominata, secondo il consueto costume auto-elogiativo degli ultimi governi (ricordiamo tra gli altri “Il decreto del Fare”), “Buona scuola“.

Tale legge contiene norme che incidono pesantemente negli aspetti più intimi della personalità dell’alunno, toccando la sua sfera sessuale, con l’enorme aggravante rappresentata dalle tenera età dell’utente.

Il che è già grave di per sé.

Per i nostri giovani, al limite , sarebbe utile un’educazione sentimentale, che valorizzi il reciproco rispetto e l’accettazione del venir meno del consenso alla frequentazione da parte dell’altro, tanto più necessaria per scongiurare il dilagare del fenomeno del femminicidio, sicuramente molto preoccupante, ancorché caratterizzato da un numero di vittime femminili nettamente inferiore rispetto a quello ascrivibile all’aborto volontario ( la cui legalizzazione, effetto dell’entrata in vigore della 194, ha causato in Italia la soppressione di 3 milioni di concepite, cifra pari al 50% dei 6 milioni di interruzioni volontarie di gravidanza eseguite secondo i dati ufficiali ministeriali).

Come già scrissi alcuni anni fa, a mero titolo di esempio concreto, trovo molto positivo un testo come quello del brano musicale “Le Ragazze”, scritto da Claudio Mattone per i Neri per Caso nel 1995, decisamente efficace nella sua semplicità.

Ma la gravità di tale violazione dell’intimità dei soggetti più deboli, in quanto tali potenzialmente esposti alle devianze degli adulti, si accresce analizzando il contenuto delle disposizioni specifiche in materia, che introducono all’art. 2 comma 16 l’ideologia gender, secondo la quale ciascuno può scegliersi le proprie tendenze sessuali, ritenute frutto di una costruzione sociale, che debbono, viceversa, considerarsi legate alla fisiologia ed alle caratteristiche biologiche della persona, qualunque connotazione esse abbiano.

Si legga per tutti http://www.ilgiornale.it/news/cronache/buona-scuola-ora-legge-gi-scontro-sul-gender-1150198.html .

Ecco che il minore diviene cavia di teorie profondamente invasive di natura fortemente ideologica dirette ad attaccare in particolare l’eterosessualità, tendenza statisticamente di gran lunga prevalente tra gli individui.

2 ) FAMIGLIA

In questi giorni è allo studio del parlamento un disegno di legge sulle unioni civili, anticamera, come avvenuto in Irlanda, della legge che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso e del riconoscimento alle stesse del diritto di adottare dei figli.

In ogni caso, sono interventi normativi molto spesso connessi anche temporalmente tra loro me che interessano l’istituto familiare.

Come sopra premesso, fatto salvo l’ovvio rispetto verso gli orientamenti naturali di ciascuno, esprimo in materia le mie personali considerazioni.

A ) NO AI MATRIMONI GAY

Ritengo che un matrimonio siffatto sia inconcepibile dal punto di vista giuridico ed a prescindere da qualsiasi considerazione di carattere religioso.

A tale conclusione si giunge considerando che gli istituti giuridici del matrimonio, della separazione (affievolimento del vincolo coniugale) e del divorzio (cessazione degli effetti civili del matrimonio) prevedono numerose disposizioni che riguardano i figli, i quali ultimi sono elemento ricorrente sul piano statistico nella netta maggioranza delle unioni coniugali.

In ogni caso, il matrimonio implica la possibilità che vi siano figli, eventualità che si verifica tra l’altro con frequenza.

E’ certamente vero che anche in un matrimonio eterosessuale possono mancare figli (per scelta, per ragioni anagrafiche o fisiologiche) come in un incontro di calcio possono mancare goal, ma un conto è chiudere una partita sullo 0-0 un conto è giocare senza porte, il che esclude in sé che si possa parlare di una partita.

Da questa ovvia premessa deriva che tale istituto non può riguardare chi non può fare o far fare figli, salvo che ai diretti interessati venga riconosciuto il diritto di adottare figli, stante l’equiparazione dei figli adottivi a quelli naturali.

B ) NO ALLE ADOZIONI DA PARTE DEI GAY

Un diritto che potrebbe essere riconosciuto solo non tenendo presente il prioritario interesse dei minori, ma i desiderata degli adulti, in contrasto con l’approccio generale consacrato nel nostro ordinamento giuridico.

Ed è alquanto discutibile che coincida con l’interesse del minore poter essere inserito in una famiglia nella quale non siano chiaramente identificabili una figura maschile ed una femminile, con le loro differenti e complementari prerogative a cui gli stessi figli possono ispirarsi nel coltivare le loro tendenze fisiologiche, nella stragrande maggioranza dei casi eterosessuali.

In ogni caso, questa duplice figura, sotto il profilo dell’interesse dello stato, evoca quella capacità potenzialmente riproduttiva che garantisce la continuità e la sopravvivenza di una società, sul piano demografico ed economico.

C ) NO ALLE UNIONI CIVILI

La realtà è che il vero fine di queste battaglie, anche contro ogni logica, è quello di attaccare laicisticamente i valori religiosi, in particolare cristiani, secondo una chiara ispirazione ideologico-culturale.

Non a caso le argomentazioni avverse si fondano spesso sull’invocazione della laicità dello stato, che nulla rileva in questo caso, se è vero che il matrimonio può essere civile e non solo canonico e che esso come istituto sostanziale storicamente preesiste alla discesa di Gesù Cristo tra noi.

Altro esempio di questa strumentalizzazione è rappresentato, per l’appunto, dalle cosiddette “Unioni civili”, finalizzate nell’intenzione dei loro sostenitori ad ampliare i diritti di coloro che non vogliono o non possono sposarsi.

Tale ampliamento nel nostro ordinamento sarebbe del tutto inutile, in quanto il convivente, eterosessuale o omosessuale, può già godere di ogni diritto, mediante la stipula di atti “inter vivos” ai sensi dell’art. 1322 c.c. e mediante testamento per quanto concerne i rapporti “mortis causa”, senza contare, sulle questioni residue, le equiparazioni di legge e conseguenti ad interventi della Consulta già intervenute.

Purtroppo sul tema c’è molta disinformazione, tanto che un laureato in legge, sia pur non fresco di titolo, come Berlusconi il 24-5-15 ha affermato a “Che tempo che fa” che gli omosessuali debbono avere il diritto di subentrare a livello successorio al partner, il che è loro garantito da sempre proprio per via testamentaria, con limitazioni sulla quota sostanzialmente a loro inapplicabili (non avendo di regola coniuge, né figli, in assenza dei quali ultimi è solo previsto un circoscritto diritto di successione dei genitori, casisticamente raro per ovvie ragioni anagrafiche) .

D ) NO AL DDL SCALFAROTTO

Non parliamo, poi, degli interventi legislativi ideologici che sono stati approntati in materia negli ultimi anni, come il DDL Scalfarotto, palesemente incostituzionali.

E’ di tutta evidenza che considerare reato il licenziamento discriminatorio di un dipendente in quanto omossessuale e non per altre ragioni (geografiche interne, politiche, di sesso, religiose, etc, che danno origine solo a conseguenze civili) significherebbe violare il princìpio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Carta, in quanto si creerebbe indebitamente una categoria privilegiata di cittadini, in virtù delle loro tendenze sessuali, per dimostrare le quali, tra l’altro, si determinerebbe un degrado dei dibattimenti con imbarazzanti deposizioni testimoniali o mediante il ricorso ad altre prove sulle quali preferisco non dilungarmi.

3 ) ABORTO E CONSIDERAZIONI FINALI

Ciò che accomuna le tre tematiche (interventi sulla sessualità degli alunni, sull’istituto familiare e di legalizzazione dell’aborto volontario) è la mortificazione dei diritti del minore rispetto a quelli dell’adulto.

Diritti che mascherano egoismi, se non capricci o altro.

E’ incredibile il cinismo con cui si parla di “Riconoscimento dei diritti“ con riferimento all’adulto quale titolare esclusivo degli stessi in contrapposizione con il minore, che è il soggetto più debole e , quindi , colui che deve realmente essere tutelato dallo stato anche contro l’interesse dell’adulto.

Il primo fronte da superare è proprio quello che divide coloro che sono consapevoli di questa priorità (quindi della doverosa centralità della figura del minore, su cui si fonda storicamente la nostra civiltà giuridica) e coloro che invece pensano di essere al centro del mondo in quanto adulti e che tutto debba ruotare attorno alla propria condizione, indifferenti verso le esigenze del loro prossimo più debole.

Ma vi è un altro fronte.

E’ quello che distingue coloro che si mobilitano sulle altre due problematiche ignorando il dramma dell’aborto e coloro che si rendono conto di quanto sia immensamente più grave sterminare milioni di bambini che rischiare di incidere negativamente sulla loro educazione e crescita, per quanto in tali problematiche ci siano aspetti comuni, sotto il profilo della sopraffazione del più debole, che non possono essere sottovalutati.

Ecco che se è lodevole impegnarsi nelle due battaglie minori, non si può contraddittoriamente rimanere insensibili a quella che coinvolge direttamente la Vita di coloro ai quali si vuole offrire tutela.

Tra l’altro, e passiamo dalla militanza alla società civile, proprio per questa oggettiva maggiore gravità, che può ben più agevolmente essere percepita a livello popolare, ancor più indipendentemente dalle convinzioni religiose di ognuno, la nostra missione, sia pur durissima, presenta margini di successo senza altro superiori.

Missione finalizzata all’abrogazione referendaria della legge 194, alla quale vi chiedo di aderire iscrivendovi al nostro comitato attraverso il sito www.no194.org e partecipando ai nostri cortei di sabato 10-10-2015 di Milano, con partenza alle ore 15 da piazzale Cadorna, e di Caserta , con partenza alle ore 16,30 da piazza Vanvitelli.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194 e omonima associazione

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LA PRIMA 9 ORE NAZIONALE DI PREGHIERA DEL COMITATO NO194: CRONACA DI UN SUCCESSO, CON REPLICA A DICEMBRE SEMPRE A BOLOGNA

Si è svolta sabato 13-6-15 a Bologna la nostra prima 9 ore nazionale di preghiera, dopo oltre due anni e mezzo di versioni locali (regionali da due anni) dell’evento, che si svolgono il primo sabato dei mesi dispari dalle 9 alle 18 all’esterno di un ospedale nel quale si praticano aborti.

Il bilancio è esaltante.

1) SIGNIFICATO POLITICO IN SENSO LATO

Quando decisi il 8-12-2014 la versione nazionale della 9 ore optai per la piazza bolognese, al fine di potenziare il nostro comitato nella delicata area tosco-emiliana e in considerazione della sua agevole raggiungibilità.

Naturalmente intuii la particolarità ambientale, ma non conoscendo bene il capoluogo emiliano fu solo un’intuizione, che non posso che valutare positivamente.

Bologna è una strana città, in cui convivono una straordinaria vivacità culturale (degna di un centro nel quale si registra la presenza dell’ateneo più antico del mondo) ed un’atmosfera politica assolutamente superata ed anacronistica.

Abbiamo usufruito della prima, con un totale ad oggi di oltre 200 articoli pubblicati sul web sul nostro evento, anche se naturalmente quasi tutti di segno negativo.

Una negatività, però, non banale, ma fondata spesso sulla ricerca del sapere, della conoscenza dettagliata e approfondita delle posizioni avverse.

L’ideale per presentare un’iniziativa referendaria e per aprire un dibattito sul tema sotteso, quello dell’aborto volontario e della sua legalizzazione.

Quale simbolico estratto allego i seguenti link:

https://www.facebook.com/ariapulitaer   (video tv);

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/24mattino/puntate (radio);

http://video.repubblica.it/edizione/bologna/croci-feti-e-rosari-al-sit-in-degli-antiabortisti/204153/203233  (video web).

Abbiamo fatto i conti con la seconda caratteristica della città felsinea, con aspetti tra il preoccupante e l’esilarante, uscendo vincitori dallo scontro che ne è nato.

In oggettiva violazione degli artt. 17 (diritto di riunione), 19 (diritto alla libera professione anche pubblica della propria fede) e 21 (diritto alla manifestazione del pensiero) della Costituzione, la sinistra cosiddetta moderata ha cercato di impedire il nostro sit-in di preghiera attraverso la richiesta del sindaco del Pd ( partito di cui è segretario l’attuale Presidente del Consiglio!) al prefetto (che ha poi desistito dall’intento, dopo un iniziale consenso) di vietare tutte la manifestazioni tenute all’esterno di chiese , centri di accoglienza e campi rom , sedi dove si possono radunare forze non riconducibili alla sua area politica.

Si veda:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/01/news/il_pd_contro_gli_antiabortisti-115817559/

Quindi ed al contrario, libertà di manifestazione all’esterno di fabbriche, scuole, banche, case da sgomberare, luoghi istituzionali etc, regni della protesta rossa, per giunta non sempre pacifica, come segnalano le cronache, e quindi passibile di restrizioni per ragioni di ordine pubblico.

La sinistra radicale, ovviamente, in particolare SEL (partito della Presidentessa della Camera, si badi bene !) e Prc, dovendosi distinguere, ha manifestato ufficialmente sui propri siti il proposito di impedire addirittura fisicamente lo svolgimento dell’evento :

http://www.sel-bologna.com/blog/2015/05/28/legge194-fermate-la-manifestazione-degli-antiabortisti-al-maggiore/

http://www.prcbologna.it/2015/05/30/no13giugno/

Il clima di emergenza democratica presente sul territorio, da cui la necessità che abbiamo pubblicamente sottolineato di creare un blocco democratico permanente tra i partiti locali non riconducibili alla storia del vecchio Pci per tutelare l’applicazione dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico, non ha impedito però lo svolgimento del nostro sit-in di preghiera.

Lo spostamento dall’area antistante l’ospedale Maggiore ad una piazza centralissima dominata da una splendida Basilica, piazza S. Domenico, ha ridotto solo in parte il significato simbolico della preghiera, che non si è svolta quindi all’esterno di una struttura dove i concepiti vengono soppressi, ma di fronte ad un luogo di culto di assoluto rilievo.

La collocazione centrale ha, anzi, impreziosito l’evento.

Certo, la blindatura dell’area interessata può aver arrecato qualche problema, ma noi avevamo chiesto l’ospedale, sono stati i nostri antagonisti e le forze politiche di supporto che hanno di fatto imposto il nostro spostamento.

Se qualcuno si è sentito danneggiato se ne potrà sempre ricordare alla prossima occasione elettorale.

Per conto nostro non vi era la necessità della presenza di un solo vigile.

2 ) IL PALLOTTOLIERE

Chi è privo della capacità di cogliere il significato di un fatto, come sempre, fa appello alla categorie tipiche dell’uomo primordiale, che, tra un grugnito (il verso è identificato come tale anche per gli scimpanzé, lo sottolineo per gli evoluzionisti) e l’altro, si impressiona solo per la presenza di un numero più o meno alto di persone.

Una tendenza generale a cui non si sottrae affatto il pro life nazionale dei nostri giorni ed i suoi cantori.

Ecco che, ben consci di questa tendenza tribale, qualcuno ha cercato di sminuire il sit-in prodigandosi nel sostenere e documentare che esso sarebbe stato scarsamente partecipato, quando è evidente a chiunque che i conti debbono essere fatti valutando l’affluenza complessiva in un evento nel corso della sua durata complessiva, quindi nella fattispecie delle 9 ore, affluenza che è stata, tra l’altro, ottima, tanto più considerate le condizioni ambientali, e si è pure tradotta in un considerevole incremento dei nostri iscritti locali.

Un referendum su un tema eticamente sensibile come quello in oggetto si vince aprendo e alimentando un dibattito collettivo e individuale (nelle coscienze dei cittadini), non ottenendo il tutto esaurito in un circoscritto ambito spaziale in linea con gli obiettivi di una compagnia teatrale.

Dibattito che nel nostro caso è stato davvero ampio anche nel merito, come a mio avviso merita un’iniziativa che punta al cuore della questione perseguendo un obiettivo concreto e non mira a fare della superficiale demagogia priva di costrutto e prospettive.

Tra l’altro, sto ovviando in queste ore ai problemi di accesso che la blindatura dell’area può aver arrecato anche a qualche nostro iscritto.

Il ritorno per il nostro comitato è stato talmente elevato che l’evento non può che essere confermato tale e quale, per città e durata, per la prossima edizione di dicembre.

Se ci verrà concesso l’Ospedale Maggiore, secondo nostra principale richiesta, bene, altrimenti ci accomoderemo nel salotto cittadino, con grande soddisfazione del sottoscritto, che considera questa come una soluzione sicuramente non secondaria sul piano sostanziale.

Qualunque sarà l’atteggiamento dei nostri antagonisti, in molti sanno ora chi è il comitato no194, a cui ci si può iscrivere attraverso il sito www.no194.org.

Un loro silenzio ci permetterà di parlare senza contraddittorio, una loro reazione ci consentirà di rispondere.

Il ghiaccio è stato definitivamente rotto.

Ringrazio le forze dell’ordine per il servizio prestato e coloro che hanno espresso solidarietà democratica nei nostri confronti, tra cui esponenti politici bolognesi di diverse formazioni, con una citazione particolare per la Curia locale e per Giuliano Ferrara per gli interventi di cui sotto:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/07/news/la_curia_applaude_il_prefetto_la_preghiera_anti-aborto_e_legittima_-116300760/

http://www.ilfoglio.it/politica/2015/06/03/domando-a-renzi-e-al-pd-siete-blindati-nel-pensiero-unico-abortista___1-v-129446-rubriche_c386.htm

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/04/news/_io_ateo_devoto_a_bologna_dico_vietare_quella_veglia_e_scandaloso_l_invettiva_di_giuliano_ferrara-116042290/

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194 e omonima associazione

Foto ritraente un momento della 9 ore

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CONFERMATA E PROMOSSA LA 9 ORE NAZIONALE DI PREGHIERA DEL COMITATO NO194 A BOLOGNA SABATO 13-6-15 ( ORE 9-18)! CONCORDATO CON LA QUESTURA LO SPOSTAMENTO DI SEDE IN PIENO CENTRO CITTADINO

Saltato ogni tentativo dei compagni di Pd, Sel e Prc di impedire lo svolgimento a Bologna della nostra 9 ore nazionale di preghiera in spregio agli artt. 17, 19 e 21 della Costituzione, ricondotto l’importante capoluogo emiliano-romagnolo nel territorio nazionale a rigetto dell’intento di configurazione dello stesso come enclave nordcoreana nel nostro paese, l’enorme interesse creatosi attorno all’evento ( oltre 110 articoli sul web a 5 giorni dal suo svolgimento ), divenuto un caso nazionale oggetto di dibattito politico, ha imposto un trasferimento dello stesso , al fine di non creare problemi alla viabilità nei pressi di un luogo delicato come un ospedale ( nella fattispecie quello Maggiore della città felsinea ) .

La 9 ore, alla faccia della pretesa inviolabilità del suolo bolognese, si terrà in una piazza centralissima della città, concordata dalla locale questura con il sottoscritto, di forte impatto anche spirituale, che ragioni tattiche e di ordine pubblico mi impongono di comunicare solo ai nostri iscritti che mi contatteranno al mio indirizzo email, salve le informazioni che potranno essere diffuse in questi giorni dai media.

Quanto ai simpatizzanti esterni al comitato, in caso di mancata diffusione da parte dei media del luogo preciso dell’evento, potranno recarsi in pieno centro sabato, per poi raggiungerci nel corso della mattinata, una volta raccolte informazioni sul posto.

Non essendo una 9 ore qualsiasi, occorre rispettare le solite regole dei cortei, quindi: a ) nessuna dichiarazione con i media , che mi devono essere dirottati onde evitare strumentalizzazioni di sorta ;

b ) nessun altro argomento può essere proposto aggiuntivamente al tema dell’aborto con simboli , immagini , stemmi , neppure l’eutanasia o la procreazione assistita , per non parlare dei matrimoni gay o del divorzio , sono banditi simboli politici , sono ammessi quelli religiosi e cattolici di qualsiasi tipo, purché non spettacolari o personalizzati ; c ) è bene evitare immagini forti , sulle quali tanto ha pretestuosamente giocato la propaganda avversa .

Allego, infine, la fresca presa di posizione a nostro favore della Curia di Bologna, che fa seguito a quelle di politici e di firme illustri come Giuliano Ferrara : http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/07/news/la_curia_applaude_il_prefetto_la_preghiera_anti-aborto_e_legittima_-116300760/

Ci vediamo sabato.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194 e omonima associazione

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PD, SEL E RIFONDAZIONE COMUNISTA VOGLIONO IMPEDIRE FISICAMENTE LO SVOLGIMENTO DELLA 9 ORE NAZIONALE DI PREGHIERA DEL COMITATO NO194 A BOLOGNA SABATO 13-6-15 !

Del tutto assenti in occasione delle manifestazioni omeopatiche e politicamente corrette del pro-life ufficiale (quello del contro l’aborto senza se e senza ma, ma non si sa perseguendo quale fine concreto e in che modo), sostenute da ambienti gattopardeschi cattocomunisti di provenienza parlamentare e non solo, partiti di sinistra, centri sociali ed organizzazioni femministe ricompaiono in occasione dei nostri eventi nazionali, con un doppio salto di qualità rispetto al passato.

Non solo contestazioni e contromanifestazioni veementi, come ad esempio avvenuto a Milano al nostro corteo del 11-4-15:

http://www.mi-lorenteggio.com/news/36020

Ora vi è il dichiarato obiettivo di impedirci fisicamente di esprimere il nostro dissenso nei confronti della 194, che vogliamo abrogare mediante referendum (iniziativa a cui ci si iscrive attraverso il sito www.no194.org ) e tale proposito autoritario ed antidemocratico viene rivolto addirittura contro un sit-in di preghiera.

Il tutto in oggettiva violazione degli artt. 17 (diritto di riunione), 19 (diritto alla libera professione anche pubblica della propria fede) e 21 (diritto alla manifestazione del pensiero) della Costituzione.

Un obiettivo espresso, quindi, anche da forze politiche, pure rappresentate in parlamento e che ricoprono fondamentali cariche istituzionali.

Anzitutto, il Partito “Democratico”, a questo punto il virgolettato si impone, formazione politica del Presidente del Consiglio e di potere, nazionale e locale, per antonomasia, ha chiesto ufficialmente al Prefetto di Bologna di vietare la nostra 9 ore nazionale che si svolgerà a Bologna all’esterno dell’ospedale Maggiore in largo Nigrisoli 2 sabato 13-6-15, dalle ore 9 alle 18. :

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/1-giugno-2015/aborto-no-194-minacciano-battaglia-legale-se-non-ci-autorizzano-2301460691941.shtml

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/01/news/il_pd_contro_gli_antiabortisti-115817559/

Ecco il testo della richiesta, la nota è firmata dalla coordinatrice delle donne democratiche Federica Mazzoni e dal segretario bolognese Francesco Critelli:

Egregi Signori, apprendiamo da organi di informazione che il comitato referendario “NO194” per l’abrogazione della Legge 194/78 ha intenzione di recarsi a Bologna nella giornata di sabato 13 giugno p.v. organizzando una manifestazione nazionale che prevede nove ore di preghiera davanti all’entrata dell’Ospedale Maggiore, in Largo Nigrisoli 2. La scelta della modalità di manifestazione di tale comitato (preghiere con esibizione di foto, cartelli e oggetti raffiguranti crocifissi con feti morti, immagini di sale operatorie con resti di interventi chirurgici), insieme alla scelta di farsi scortare e supportare da gruppi fascisti e antidemocratici (così come è successo lo scorso 15 aprile a Milano con la presenza di Forza Nuova) e la decisione di sostare davanti all’ ospedale pubblico che ospita “la Maternità”, luogo laico di cura che offende la cittadinanza, creando disagi, si configura a nostro avviso come fortemente provocatoria. Ravvediamo in questa manifestazione espressioni di intolleranza che, in quanto Partito Democratico condanniamo con fermezza nel merito e nel metodo. Ci preoccupano le modalità aggressive che potrebbero portare spiacevoli conseguenze in termini di ordine pubblico e disagi alla cittadinanza. Per questi motivi siamo a chiederVi di valutare la possibilità di non autorizzare tale manifestazione davanti all’Ospedale Maggiore. Auspicando un vostro cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

 

Non solo, addirittura SEL (partito di appartenenza della Presidente della Camera Boldrini) e Rifondazione comunista, con comunicati ufficiali pubblicati sui rispettivi siti, hanno dichiarato di voler fisicamente, e sottolineo fisicamente, impedire l’evento, uniformandosi a centri sociali e gruppi femministi.

Lo si può leggere in questi link :

http://www.prcbologna.it/2015/05/30/no13giugno/

http://www.sel-bologna.com/blog/2015/05/28/legge194-fermate-la-manifestazione-degli-antiabortisti-al-maggiore/

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/tpo-e-labas-in-piazza-contro-gli-antiabortisti-di-no194-161353/

http://www.rassegna.it/articoli/2015/05/29/122242/bologna-coordinamento-io-decido-no-a-manifestazione-antiabortista

https://www.facebook.com/events/674588989352352/

Chi non ha paura di questi metodi e condivide i nostri fini si unisca a noi, anche per rivendicare il diritto di pregare e di esistere come antiabortisti, come cattolici e come liberi cittadini.

Sono in gioco diritti fondamentali, attaccati da formazioni legate alle più alte sfere del potere.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato NO194 e omonima associazione

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