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CORTEO 24 NOVEMBRE 2018

Locandina Corteo 24 novembre 2018

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CORTEO NEGATO NO194 : DEPOSITATA DENUNCIA CONTRO IL QUESTORE DI MILANO

Il 23-10-18, come preannunciato, ho provveduto a presentare presso la Procura della Repubblica di Milano formale denuncia per abuso di ufficio e per gli altri delitti ravvisati nella fattispecie nei confronti del Questore del capoluogo lombardo, Marcello Cardona, in relazione al divieto, da lui disposto con ordinanza notificatami 80 minuti prima dell’evento, avente come oggetto lo svolgimento del corteo del 13-10-2018 per l’abrogazione referendaria della legge 194, organizzato dal comitato e dell’associazione che presiedo.

L’ho fatto per me stesso come cittadino, per le organizzazioni citate, per la democrazia del mio paese e per i cittadini recatisi sul posto invano per partecipare all’evento, tra cui 70-80nni con il rosario in mano, che si sono visti materialmente transennati come soggetti pericolosi per l’ordine pubblico, quando a Milano sono stati viceversa regolarmente ammessi diversi cortei di segno politico preciso caratterizzati da violenze e già preannunciati con tale pericolosa configurazione persino dai media, privi di mezzi investigativi, cito a pure titolo di esempio e per limitarmi ai più recenti, quelli dei giorni 5-5-2018, 24-2-2018 e 17-11-2017.

Chi, in generale e a difesa di quel provvedimento, volesse rivendicare e invocare il mito inderogabile di Milano città antifascista, se mai questo mito possa essere democratico e sostenibile giuridicamente, non lo faccia a spese dei diritti dei concepiti.

Rendo pubblico il deposito della denuncia in quanto l’evento era di rilevanza pubblica ed il divieto è stato a sua volta oggetto di pubblico dibattito, come lo è il delicato tema della democrazia in Italia.

Avv. Pietro Guerini-Presidente nazionale Comitato NO194 ed omonima associazione

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CORTEO 13 OTTOBRE 2018

Locandina Corteo 13 ottobre 2018

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FINALITA’ E NATURA DEL COMITATO NO194 CHE ORGANIZZA I CORTEI DI MILANO E CASERTA DI SABATO 13-10-2018

Il Comitato NO194 è un’organizzazione non meramente pro life ma antiabortista, in quanto finalizzato all’abrogazione, per via referendaria, della l. 194, che ha legalizzato l’aborto volontario nel nostro paese nel 1978, ed al riconoscimento del diritto di nascita delle concepite e dei concepiti con prevalenza sul diritto di scelta della donna.

Il nostro Comitato, pur essendo rivolto a chiunque, anche ateo, condivida tale obiettivo, è connotato da una forte presenza cattolica tra i suoi attivisti, ma, a differenza della quasi totalità delle organizzazioni di area, non è cattocomunista, anzi e di più è radicalmente ed orgogliosamente anticomunista, nella duplice consapevolezza che il primo paese al mondo che ha legalizzato l’aborto volontario è stato nel 1921 l’URSS, 52 anni prima degli USA e comunque decenni prima dei paesi caratterizzati da uno Stato liberale, e che l’abortismo militante anche italiano è da sempre e ancor oggi fortemente contrassegnato politicamente a sinistra e nel radicalismo di sinistra.

Chi si identifica nelle nostre posizioni è invitato ai nostri cortei di sabato 13-10-18, ore 15 a Milano in piazzale Cadorna e ore 16,30 a Caserta in piazza Vanvitelli.

Vi ringrazio per la Vostra partecipazione.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale Comitato NO194 ed omonima associazione (no194.org)

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STUPRO E ABORTO: I PARADOSSI DELL’IDEOLOGISMO COMUNISTOIDE

Il 23-7-18 è stata emessa dal Tribunale di Milano una condanna esemplare, con pene fino a 12 anni di reclusione, a carico degli imputati per uno stupro commesso nell’aprile dello scorso anno ai danni di una ragazza appositamente drogata prima del fatto, come documentato da un filmato, poi proiettato in udienza, ripreso all’interno di un locale meneghino.

Tale reato esprime un profondo disprezzo verso il nostro prossimo, relegato a mero oggetto.

Un disvalore sociale peraltro naturalisticamente inferiore rispetto a quello che si manifesta con un atto abortivo, in cui la vittima viene addirittura soppressa da chi la dovrebbe proteggere, di regola con la complicità di altre persone, atto che l’ideologismo comunistoide imperante, tradottosi nella 194, considera non solo degno di essere legalizzato, ma espressione di un sacrosanto diritto civile.

Proprio la maggiore gravità dell’aborto rispetto allo stupro rende tanto più ingiustificabile la prima condotta anche quando sia compiuta a seguito della seconda, in quanto un atto non può in alcun modo essere giustificato da altro atto precedente meno grave, a maggior ragione se commesso ai danni di un innocente che nessuna responsabilità ha nella causazione del primo evento.

La tesi secondo cui una donna non deve essere costretta a far nascere ed accettare il figlio del proprio carnefice è tanto più fragile, se è vero che tale condizione è molto diffusa senza per nulla rappresentare un’anomalia, in quanto ad esempio comune a buona parte dei figli di coniugi separati o comunque di ex coppie, non solo accettati ma spesso adorati da genitori che si detestano tra loro.

Dopo aver ricordato che il primo paese al mondo che ha legalizzato l’aborto volontario, principio recepito solo decenni dopo dallo stato liberale, è stato nel 1921 l’Unione Sovietica, che la 194 è entrata in vigore con il 70% dei voti favorevoli espressi da parlamentari eletti nelle liste dell’ex Pci (con il voto contrario di Dc e Msi, che poi invitarono gli elettori a votare per l’abrogazione di tale legge nel referendum del 1981) e che le contestazioni che riceviamo provengono significativamente e sistematicamente da quella parte politica, il giorno in cui l’aborto volontario sarà di nuovo reato in Italia avremo compiuto un passo importante verso la decomunistizzazione sostanziale del nostro paese.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale Comitato NO194 ed omonima associazione

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