LETTERA APERTA AGLI ISCRITTI AL MOVIMENTO PER LA VITA ANCORA CONVINTI CHE LA 194 ANDREBBE ABROGATA CON UN REFERENDUM : ADERITE AL COMITATO NO194

Nel lontano 1981 si svolse il primo referendum abrogativo della legge 194 .

Quella consultazione fu organizzata dal Movimento per la Vita che dimostrò , a differenza di altri gruppi o singoli pro life , di comprendere l’importanza della legge nella determinazione dei comportamenti degli individui , la sua funzione culturale .

L’esito negativo di quella consultazione fu figlio non solo di un clima politico-massmediatico particolarmente difficile , pesantemente connotato in termini ideologici , ma anche di una serie di errori , che peraltro vengono compiuti da chi opera e non da chi si limita a criticare senza un progetto ( se non editorial-commerciale ) , ed anche in questo senso il MPV si distingue da altre realtà di area .

Anzitutto , gli organizzatori di quella consultazione non riuscirono mai ad affrancarsi ( e forse non lo vollero neppure realmente ) dalla loro immediata identificazione con una formazione politica , sia pur di maggioranza relativa nel paese e caratterizzatasi in parte quanto meno per silenzi , neutralismi , omissioni e distinguo strategici .

Come ho sempre sostenuto , sin dal momento in cui ho fondato il comitato NO194 , una battaglia come questa deve prescindere dalle sigle di partito , onde scongiurare strumentalizzazioni di sorta destinate a segnarne l’esito in senso negativo , e deve sottrarsi a schieramenti e veti , aprendosi liberamente e a 360 gradi verso tutte le possibilità divulgative .

In secondo luogo , il MPV apparve agli occhi dell’opinione pubblica come un’organizzazione confessionale , che operava nell’ambito di una diatriba laici-cattolici , destinata per ragioni numeriche ad una inesorabile sconfitta dei secondi .

Un conto è essere credenti , condizione che mi riguarda pienamente , altro è avvinghiarsi esclusivamente alle proprie convinzioni religiose in mancanza di ulteriori argomenti che possano rafforzare una tesi e ampliare il consenso .

Argomenti che nel nostro caso non mancano davvero ed ai quali ricorriamo ampiamente per sostenere la nostra iniziativa .

Ci furono , poi , una serie di errori di carattere tecnico , non il più clamoroso dei quali la scelta del trimestre di raccolta delle firme in estate ( del 1980 ) , coinvolgendo così pienamente il periodo in cui gli italiani sono meno presenti sul territorio nazionale e sono più distratti da impegni di ogni tipo ( anche civici e di coscienza ) .

Un errore che Pannella , a prescindere dalla legittimità in termini temporali della sua raccolta , è riuscito a perfezionare quest’anno , ricorrendo al periodo metà giugno-metà settembre , forse al fine di coinvolgere con certezza le ferie di qualsiasi italiano .

Certo , i radicali hanno rispetto a noi ben altri strumenti , forti non certo del fresco 0,2% di consensi ottenuto alla recenti elezioni politiche , ma dei 5 milioni di euro che ogni anno da un quarto di secolo noi contribuenti versiamo alla loro emittente radiofonica di partito e dell’aiuto fornitogli dal Pdl , nella persona del suo stesso leader , che ha apposto la propria firma ai quesiti , circostanza questa immortalata dalle telecamere e quindi non frutto della tipica dietrologia italica , e sostenuto organizzativamente con le proprie strutture lo sforzo dei promotori .

Ora, alla luce dell’esito decisamente negativo ( 68-32% ) di quel datatissimo referendum del 1981 , svoltosi in coda agli anni di piombo, nessuno ci potrà seriamente contestare di peggiorare gravemente tale curriculum con un’iniziativa diretta a ribaltare una situazione disastrosa, non condividendo che ci si crogioli nella sua contemplazione, timorosi di perdere il nulla ottenuto .

Al contrario, la sconfitta registrata in quella consultazione ha determinato in alcuni un atteggiamento di rassegnazione , che non è nient’altro che la ratifica della sconfitta medesima , permanente da oltre un trentennio .

Ecco che i vertici del MPV , ferma restando una valutazione negativa della legge , della quale non è stata ignorata l’importanza , hanno considerato la via abrogativa ( e referendaria ) assolutamente , costantemente e pubblicamente impraticabile .

Lo stesso fondatore e leader storico dell’organizzazione, On. Carlo Casini, ha così espresso la sua posizione, ormai costante da trent’anni, ad esempio in occasione del convegno nazionale dei CAV, svoltosi a Roma dal 23 al 25-11-2007: “ Non cambiamo il nostro giudizio integralmente negativo sulla 194 , ma nonostante questo e nel prioritario interesse di offrire una maggior tutela del diritto alla vita di tutti gli italiani , nati o non nati , siamo disposti a lavorare insieme alle forze politiche ed alle istituzioni per individuare alcuni aspetti che rendano questa legge meno ingiusta e disumana “.

Una posizione ribadita dal Vicepresidente del MPV Dott. Giuseppe Anzani solo un paio di anni fa , il 4 novembre 2011 , allo stesso evento ( dichiarazione riportata dal quotidiano Avvenire , a pag. 14 del suo numero del giorno successivo ) .

Nulla a che vedere , quindi , con ogni intento abrogativo .

In primo luogo , si legge in queste dichiarazioni una fiducia nelle forze politiche, non certo clamorosa in un parlamentare europeo (nelle file dell’UDC), nonostante oltre trent’anni di assoluta inattività del potere legislativo sul tema e nonostante lo stesso leader ed omonimo di quel partito Pierferdinando Casini dichiari costantemente che la 194 andrebbe pienamente attuata, con il potenziamento dei consultori familiari.

Inoltre , si auspica espressamente e remissivamente l’individuazione di “ alcuni aspetti “ su cui lavorare “ che rendano quella legge meno ingiusta e disumana “ .

E’ pacifico , quindi, un cambio di rotta compiuto dal MPV rispetto a quell’orientamento originario , abrogazionista , in quanto una legge che autorizza un fenomeno profondamente negativo non va migliorata ma abrogata , nei limiti , come ovvio , in cui ciò sia costituzionalmente possibile e nel rispetto della Vita della stessa donna , già tutelata prima dell’entrata in vigore nel 1978 della 194 , stante la vigenza e l’applicazione giurisprudenziale della scriminante di cui all’art. 54 c.p. ( stato di necessità ) nel caso che quella Vita fosse posta in grave pericolo dalla prosecuzione della gravidanza ( un’eventualità , tanto più oggi , assolutamente remota ) .

Ebbene , noi a quell’orientamento abrogazionista ci siamo sempre ispirati e , pur nel personale rispetto verso una figura gloriosa del nostro mondo , come quella dell’on. Carlo Casini , stiamo conducendo una battaglia per riproporre quella consultazione , con una struttura che conta oggi quasi 20 000 aderenti e un numero importante di attivisti .

A tal ultimo proposito , invito tutti gli aderenti a NO94 a comunicare il proprio impegno , anche rinnovando non certo la propria iscrizione ma la loro dichiarazione di disponibilità a contribuire attivamente a questa iniziativa civica come volontari per la raccolta ufficiale delle firme , dandone comunicazione al referente provinciale, o , in sua assenza o conoscenza , al sottoscritto scrivendomi a no194@hotmail.it .

Ed invito gli iscritti al MPV che condividano la scelta originaria di tale organizzazione a procedere analogamente, iscrivendosi aggiuntivamente, se non fatto in precedenza, al comitato NO194, tramite il sito www.no194.org, per proseguire questa battaglia che non può essere abbandonata .

E ciò prescindendo da ragioni strategiche e di bottega , perché un’organizzazione non deve essere un fine ma un mezzo per affermare e difendere dei princìpi , ed in nome di argomentazioni strettamente ideali , dovendosi rigettare in modo radicale tutte le giustificazioni di un mutamento di indirizzo fondate su motivazioni storiche , a prescindere dalla loro infondatezza .

Il concepito del 2013 , infatti , ha la stessa dignità del concepito del 1981 e noi , se veramente antiabortisti e non semplicemente pro life , dobbiamo combattere per la sua sopravvivenza , oggi rimessa in ossequio alla legge alla discrezione di altri , con il trionfo di tutti gli interessi non solo di comodo , ma anche economici annessi e connessi .

Avv. Pietro Guerini–Presidente nazionale comitato NO194 e associazione NO194 (www.no194.org)

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CONFERENZA: ABORTO ETERNA TRAGEDIA E NUOVO REFERENDUM

Locandina Conferenza 24.10.2013

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LA 9 ORE PER LA VITA DI NO194 DI SABATO 7 SETTEMBRE 2013 : A MILANO UNA GRAVE COMPRESSIONE DELLA LIBERA MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO A VANTAGGIO DELL’ANTAGONISMO POLITICAMENTE CORRETTO

Sabato scorso , 7-9-2013 , come ogni primo sabato di mese dispari , si è svolta dalle ore 9 alle 18 la nostra 9 ore di preghiera , evento a sostegno della iniziativa referendaria di NO194 , diretta all’abrogazione della omonima legge .

Iniziativa che , a differenze di tutte le consultazioni analoghe svoltesi nel nostro paese sino ad oggi , ha necessariamente presupposto la creazione di un organismo apposito come il nostro comitato , in quanto priva dell’apporto di partiti politici , delle loro strutture , dei loro media e della loro imponente disponibilità economica .

Ed un’iniziativa che , alla luce del successo raccolto ad oggi ed in linea con la sua capillare diffusione , si sta estendendo su base regionale , sino a coprire quasi tutto il territorio nazionale .

In particolare , la 9 ore si è tenuta nei seguenti luoghi e presso le strutture sanitarie sottostanti :

Aosta ( Beauregard , via Vaccari 5 )

Torino ( S. Anna , corso Spezia 60 )

Vicenza ( S. Bortolo , via Rodolfi 37 )

Trieste ( Burlo Garofolo , via Istria 65 )

Piacenza ( Guglielmo da Saliceto , via Taverna 49 )

Firenze ( A. O. Careggi , largo Brambilla 3 )

Perugia ( S. Maria della Misericordia detto “ Silvestrini “ , loc. S. Andrea delle Fratte )

Roma ( S. Filippo Neri , via Martinotti 20 )

Caserta ( S. Anna , via Roma 124 )

Potenza ( S. Carlo , via Polito Petrone snc )

Catania ( Garibaldi Nesima , via Palermo 636 )

Cagliari ( piazzale antistante Microcitemico , via Jenner )

Purtroppo a Milano tale evento non si è svolto , come di regola , dinanzi alla clinica Mangiagalli , in via Commenda 12 , ma , con il sotto riportato fax trasmessomi alle ore 11,55 di venerdì 6 , quindi 21 ore e 5 minuti prima dell’evento , è stato spostato dalla locale questura in altro luogo , non più di fronte ad un ospedale o una clinica , svuotando la manifestazione del proprio carattere simbolico .

Siamo riusciti comunque a radunare una sessantina di persone nell’arco delle 9 ore , dimostrando una buona compattezza ed efficienza organizzativa .

Ciò nondimeno , il provvedimento si fonda su un’equiparazione totalmente ingiustificata tra la nostra organizzazione ed i gruppi antagonisti e femministi che erano intervenuti con mere finalità di disturbo nelle tre precedenti edizioni , gruppi conformi al pensiero unico dominante e culturalmente attigui alla locale giunta comunale .

In esso si parla di opposte ideologie , quando il nostro comitato è privo di riferimenti ideologici , essendo monotematico e unicamente rivolto all’abrogazione della 194 per via referendaria .

Certo NO194 si distingue da un certo pro life ambiguo , furbetto ed affaristico , prende le distanze dal relativismo etico , ma il concetto di ideologia presuppone un complesso di ideali che sconfina nella politica , il che non può affermarsi nel nostro caso .

Ma l’equiparazione più inaccettabile è quella che viene compiuta , da un lato , tra la pacifica preghiera e l’aggressione verbale finalizzata al mero disturbo e , dall’altro , tra una manifestazione organizzata ed una contromanifestazione del tutto priva delle autorizzazioni previste per legge .

Invece di disperdere di volta in volta 15 manifestanti si è di fatto premiata la loro condotta ostruzionistica , caratterizzatasi anche con il compimento di diversi reati , compresi il furto , il danneggiamento e l’istigazione a delinquere .

Il che è inaccettabile .

Uno di noi ( con ogni probabilità il nostro vice presidente Giorgio Celsi ) stazionerà settimanalmente ( presumibilmente il mercoledì ) da questa settimana dinanzi alla Mangiagalli ,  dando vita comunque alla nostra protesta “ in loco “ , con una frequenza ben maggiore che in passato e con modalità a cui le premesse di fatto che caratterizzano l’intervento della questura debbono ritenersi inapplicabili .

La 9 ore meneghina avrà le sue efficaci forme di svolgimento in futuro .

Ma quella equiparazione e quel provvedimento di spostamento , ancorché da rispettare sul piano formale , debbono considerarsi assolutamente non condivisibili e ci fanno comprendere come la compressione della libera manifestazione del pensiero , del tutto inattuabile per via legislativa alla luce del disposto dell’art. 21 della costituzione , il che vale anche per alcune polemiche recenti , possa realizzarsi per altre vie , come la censura dei media ed i provvedimenti dell’autorità che , pur non avendo come si auspica e si confida uno scopo liberticida , possano frettolosamente fondarsi su ingiustificate equiparazioni come quelle in oggetto  .

Avv. Pietro Guerini–Presidente nazionale comitato NO194 e associazione NO194 (www.no194.org)

Fax 9.9.2013 pagina 1

Fax 9.9.2013 pagina 2

Fax 9.9.2013 pagina 3

Fax 9.9.2013 pagina 4

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SABATO 7 SETTEMBRE 2013 : 9 ORE PER LA VITA DI NO194 ALL’ESTERNO DI STRUTTURE OSPEDALIERE SU BASE REGIONALE

Ricordo che il 7-9-2013 , come ogni primo sabato di mese dispari , si svolgerà dalle ore 9 alle 18 la nostra 9 ore di preghiera , evento a sostegno della iniziativa referendaria del comitato , diretta all’abrogazione della legge 194 , e che , alla luce del successo raccolto ad oggi , si sta estendendo su base regionale , sino a coprire quasi tutto il territorio nazionale .

In particolare , la 9 ore si terrà almeno nei seguenti luoghi e presso le strutture sottostanti :

Aosta ( Beauregard , via Vaccari 5 )

Torino ( S. Anna , corso Spezia 60 )

Milano ( Mangiagalli , via Commenda 12 )

Vicenza ( S. Bortolo , via Rodolfi 37 )

Trieste ( Burlo Garofolo , via Istria 65 )

Piacenza ( Guglielmo da Saliceto , via Taverna 49/cantone del Cristo 2 )

Firenze ( A. O. Careggi , largo Brambilla 3 )

Perugia ( S. Maria della Misericordia detto “ Silvestrini “ , loc. S. Andrea delle Fratte )

Roma ( S. Filippo Neri , via Martinotti 20 )

Caserta ( S. Anna , via Roma 124 )

Potenza ( S. Carlo , via Polito Petrone snc )

Catania ( Garibaldi Nesima , via Palermo 636 )

Cagliari ( piazzale antistante Microcitemico , via Jenner )

Tale capillare estensione riguarda tanto la nostra protesta contro la terribile prassi che ha portato alla soppressione legale di 6 milioni di concepiti dall’entrata in vigore della 194 , secondo i dati ufficiali ministeriali , quanto la nostra proposta referendaria , che costituisce lo scopo di NO194 , un obiettivo concreto e costituzionalmente rituale , nulla di fine a se stesso o di puramente simbolico , secondo la nostra natura .

Colgo l’occasione per invitare tutti coloro che intendono aderire all’iniziativa a formalizzare tale adesione tramite il sito www.no194.org ed a comunicare , richiesta estesa anche ai già iscritti che non lo avessero fatto in passato , la loro disponibilità ad aiutarci nella raccolta ufficiale delle firme .

Ricordo che il nostro comitato , al quale hanno aderito quasi 19 000 italiani , pari ad oltre l’85% degli iscritti a gruppi pro life ufficiali e non immaginari del nostro paese , è presente e radicato a livello provinciale , proprio in linea con la capillare estensione della 9 ore .

Tutti i tentativi di compressione del nostro diritto di manifestazione del pensiero , attuati da forze antidemocratiche o dalle istituzioni in violazione dell’art. 21 della costituzione , si scontrano con la preghiera di cittadini pacifici che intendono far valere le ragioni degli ultimi .

Una battaglia di civiltà che assume carattere nazionale .

Un’occasione in cui garantire il diritto di manifestare il proprio scomodo pensiero anche a coloro che non sono predisposti a ricattare le autorità con l’uso della forza ed il ricorso ad incidenti .

Un costante banco di prova per le istituzioni del nostro paese , chiamate a difendere i fondamentali diritti democratici dei cittadini , pure qualora essi intendano sostenere tesi politicamente non corrette , in quanto non conformi al cinismo ( avallato e sostenuto dalla legge , dalla cultura dominante e dalla totalità delle forze parlamentari ) che vuole il concepito ( il nostro prossimo più debole ) equiparato al nulla , in quanto privo della benché minima tutela legislativa , a differenza persino di un animale , che trova anzi nel nostro ordinamento una considerazione sempre crescente conforme all’animalismo radicale , figlio del pensiero unico omologato .

Avv. Pietro Guerini–Presidente nazionale comitato NO194 e associazione NO194 (www.no194.org)

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LETTERA APERTA AD UN CIELLINO CREDENTE : LA RICONVERSIONE DEL CATTOLICO , TRA BATTAGLIE FONDAMENTALI ( ABROGAZIONE REFERENDARIA DELLA LEGGE 194 ) E MITI DI MEZZA ESTATE

Come noto , in occasione delle presentazione della 34sima edizione del Meeting di Rimini , organizzato come sempre da Comunione e Liberazione , glorioso movimento cattolico fondato da Don Giussani , è stata invitata Emma Bonino , paladina dell’aborto libero e del laicismo più estremo, la quale è stata accolta in modo entusiastico e senza contestazioni dai presenti .

Colgo l’occasione per rivolgermi a coloro che all’interno di CL si sentano ancora credenti per invitarli ad aderire , tramite il sito www.no194.org , alla nostra iniziativa , finalizzata inequivocabilmente all’abrogazione per via referendaria della L. 194 , che ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro paese nel 1978 .

Con questo appello intendo fornire uno strumento in più al ciellino cattolico per riflettere sulla necessità di ancorare la propria fede ed un’iniziativa concreta che affermi la difesa della Vita del nostro prossimo più debole , in risposta alla deriva che sta travolgendo l’organizzazione a cui appartiene .

Significativamente il Meeting riminese da anni ignora i valori non negoziabili e si caratterizza per dibattiti incentrati quasi esclusivamente sul danaro e sull’economia .

Nulla a che vedere con quello spirito che si respirava nei miei anni universitari alla Cattolica di Milano , nella seconda metà degli anni 80 , e che percepivo negli aderenti a quel movimento .

Forse era solo uno spirito , ma era già qualcosa , una grande fede ed una ricerca di coerenza con quella fede .

Invito , inoltre ed in generale , tutti i cattolici ( e non solo ) ad unirsi a noi in questa battaglia civile , senza lasciarsi intimorire da messaggi fuorvianti che sono stati diffusi in queste settimane a margine del dibattito sorto sulla legge sull’omofobia , che vogliono rappresentare il nostro ordinamento come caratterizzato da uno stato di repressione che travolge la libertà di pensiero della confessione religiosa cattolica e dei suoi appartenenti , al di là di una certa censura strisciante che dobbiamo subire da parte dei media .

Sollevo , anzitutto , delle forti perplessità sull’opportunità che un’entità dichiaratamente ed essenzialmente pro life competa con religiosi ( che hanno per la loro posizione , a mio avviso , dei doveri particolarmente stringenti sul piano divulgativo ) e con gruppi tradizionalisti ( spesso ben strutturati anche culturalmente ) per affrontare battaglie su questioni che non attengono alla difesa della Vita , contribuendo a diffondere senza alcuna stringente necessità l’identità , tanto cara all’opinione pubblica ufficiale , tra pro life ed estremista fuori dal mondo e dal tempo , ai margini della società in quanto custode di valori e riti lontani dal comune sentire .

Sul piano naturalistico è sin troppo facile ribadire che un omossessuale , se veramente tale , non può essere protagonista di un evento abortivo ( come madre o padre mancati a seguito del verificarsi di tale evento ) e che , quindi , alzare la voce più di chiunque su questo tema significa chiaramente rischiare di sbroccare e di andare fuori tema .

Il legame tra le due tematiche è davvero tenue , per non dire del tutto inesistente .

Faccio questo rilievo pur avendo sempre sottolineato ( senza alcun dispiacere , essendo cattolicissimo , da cui le fondamentali difese del crocifisso e dell’importanza della preghiera , ad esempio ) la centralità della cultura e del pensiero cattolico in un’operazione come la nostra , che deve , peraltro , estendersi a coloro che non credono ( e che comunque non possono impedire agli altri nostri aderenti di credere e pregare ) ma che ritengono non condivisibile la legittima soppressione di un altro individuo durante il suo concepimento .

Né voglio condizionare la libera determinazione dei nostri iscritti , che ben possono impegnarsi in una battaglia tanto sterile ( le petizioni in Italia non hanno mai prodotto alcun effetto su un testo legislativo , regolarmente cestinate dalla classe parlamentare ) quanto legittima in un paese democratico e tutt’altro che ingiustificata per alcuni aspetti davvero grotteschi di quella normativa .

In particolare , come ho sottolineato qualche mese fa nel mio articolo sul femminicidio , la normativa contro l’omofobia che è stata configurata è sostanzialmente incostituzionale già perché crea una categoria di supercittadini supertutelati rispetto a noi eterosessuali ed implica , in ogni caso, delle modalità di accertamento dell’appartenenza a quella privilegiata categoria che si tradurranno in imbarazzanti dibattimenti penali .

E’ indubbio che tale normativa dimostra una volta di più come il nostro parlamento esegua direttive comunitarie e subisca condizionamenti culturali continentali e come sia assurdo pensare che la 194 possa essere abrogata da un potere legislativo nazionale tanto condizionato da quel vento laicista .

Mi interessa , però , ricordare ( sotto il profilo strettamente giuridico e non solo per deformazione professionale , in quanto avvocato operante quotidianamente nei rami civile e penale , e quindi giurista al pari di altri ) a tutti che la libera manifestazione del pensiero è tutelata da una norma costituzionale ( l’art. 21 ) e che , in quanto tale , non può essere compressa da una legge ordinaria .

Conseguentemente nessuna legge in questo paese potrà mai impedire ad un cittadino di contestare normative contrarie alle proprie convinzioni , anche di carattere religioso , qualora le sue dichiarazioni non siano intrinsecamente criminali , in quanto inneggianti alla discriminazione o alla violenza .

Ne sono la riprova i risultati che sono conseguiti all’applicazione della stessa “ legge Mancino “ , nel corpo della quale questa normativa è in parte destinata ad essere inserita .

Tale legge aveva finalità facilmente definibili come politiche , plausibilmente mirata a colpire un’area ( quella di estrema destra ) in ossequio ai “ desiderata “ , in particolare , di un politico che intese così “ ringraziare “ coloro che gli avevano organizzato il servizio d’ordine nei suoi comizi per diversi anni .

Ebbene , dopo 20 anni di applicazione della legge Mancino registriamo la presenza di una moltitudine di gruppi di area nonantifascista mai riscontrata in precedenza , tutti perfettamente legali .

Essi non possono affermare che gli ebrei debbono essere chiusi nei forni crematori , ma penso che sia un sacrificio che la nostra democrazia può affrontare senza sentirsi impoverita .

Naturalmente questa legge , in quanto politica , non punisce certo chi incita all’odio di classe , ma non ha impedito , proprio in forza delle sentenze della magistratura , il sorgere di formazioni di quell’area ( che sono extraparlamentari a seguito dei pochi voti ottenuti in relazione alle soglie di sbarramento discutibilmente introdotte dalla legge elettorale vigente ) e non ha limitato lo scenario politico nazionale .

Analogamente , discriminare una persona per le sue tendenze sessuali è condotta ben diversa dall’esprimere opinioni contrarie al superamento degli istituti del matrimonio tradizionale , della famiglia tradizionale e dell’adozione tradizionale , nei quali , personalmente , credo in modo fermissimo e crederò sempre .

Per quale motivo non verrò mai condannato con sentenza passata in giudicato per alcun reato , a seguito di queste mie convinzioni , come di quelle che coincidono con l’affermazione della sacralità della Vita dal concepimento alla morte naturale ?

Perché l’incostituzionalità di una legge ordinaria ( che in tanti stiamo denunciando in questi giorni ) non è una sua caratteristica estetica che la rende più o meno gradevole o affascinante , ma è la condizione stessa nel nostro ordinamento per la sua perdurante applicabilità .

Dunque , se mai un PM , che pure come magistrato deve interpretare una norma tenendo presenti anzitutto i princìpi generali di tale ordinamento , a partire da quelli che discendono dalle disposizioni della nostra carta , rinviasse a giudizio un cittadino per il solo fatto di aver dichiarato la propria contrarietà al matrimonio tra persone dello stesso sesso , mai questo monstrum giuridico potrebbe superare contemporaneamente la pronuncia di incostituzionalità ( emessa dalla Corte Costituzionale , che verrebbe fatalmente investita della questione , in quanto determinante per la decisione e non certo manifestamente infondata , con sospensione del giudizio in corso ) nonché le sentenze di primo, secondo e terzo grado , travolgendo l’assennatezza e la competenza , soprattutto , di una Corte d’Appello , della Corte di Cassazione e della Consulta stessa .

Chiunque è in grado di comprendere che una dichiarazione di tale contenuto ( contrarietà al matrimonio tra persone dello stesso sesso ) integra una condotta ben diversa ( senza neppure considerare le ipotesi di violenza o di provocazione alla violenza ) dal compimento di un atto discriminatorio ( o dall’incitamento a commetterlo ) “ fondato sull’omofobia o transfobia “ ( come recita il testo normativo ) , quale quello di licenziare con tale argomentazione ( perché si è appreso essere omosessuale o transessuale ) una persona , o , con riferimento ad una semplice opinione non istigatoria , dall’asserzione che un determinato individuo non va considerato un essere umano a causa delle sue tendenze sessuali .

Certo , nella quotidianità vengono emesse sentenze che lasciano perplessi e che in astratto potrebbero essere avallate da una normativa come quella in questione , che ho già criticato radicalmente per il suo carattere ideologico e a sua volta discriminatorio .

Ma isolate decisioni con quell’assurdo contenuto sarebbero ben possibili anche oggi a prescindere da quella legge , penso ad una condanna per diffamazione .

In buona sostanza , è ben difficile che la Corte Costituzionale , investita del caso , non possa precisare in quei termini la corretta estensione della legge , come rientra nei suoi compiti ( cito come esempio le pronunce della medesima che hanno limitato la portata dell’apologia di reato , nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero ) .

E , in ogni caso , quella decisione di condanna non potrebbe mai superare il secondo e terzo grado di giudizio , così come avvenuto per le azioni giudiziarie che potevano essere ostative al sorgere di movimenti di estrema destra non palesemente razzisti .

In conclusione : condivido le obiezioni sostanziali di fondo sul contenuto della legge ( che io stesso ho sollevato da tempo ) , ma esprimo delle forti perplessità formali sull’opportunità che un’organizzazione che si definisce pro life ( e non tradizionalista o altro ) debba osteggiarla in prima linea , tanto più ricorrendo ad argomentazioni giuridiche infondate ( formulate in spregio ai princìpi generali del nostro ordinamento giuridico , oltreché alle risultanze storiche di questi anni ) sulla portata liberticida generale di quella normativa e tali da produrre effetti disincentivanti sull’impegno dei cattolici nelle battaglie a difesa della Vita .

Non abbiate paura , dunque , come disse qualcuno molto più illustre del sottoscritto , e combattete insieme a noi per la difesa dei più deboli , se possibile senza rintanarvi su posizioni ultraradicali e vagamente propagandistiche ( in quanto inconsistenti sul piano giuridico ) che tanto corrispondono all’immagine caricaturale che i nostri avversari “ abortisti “ vogliono rappresentare di noi , al fine di screditare e mortificare in radice ragioni che si fondano sui princìpi basilari di una qualsiasi società civile, di ogni tempo e luogo , e che si traducono nel riconoscere all’individuo il proprio diritto di nascere .

Pietro Guerini – Presidente nazionale NO194

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