Convegno: “SCUOLA, EDUCAZIONE E VITA”

Locandina Conferenza 20.10.2012

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NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO : IL TESTO DEI QUESITI REFERENDARI

Dopo aver trattato in passato la questione dei quesiti referendari , con tutte le sue implicazioni , anche pretestuose e strumentali , passiamo ora all’analisi del loro testo , che viene per la prima volta qui reso pubblico .

Una premessa doverosa .

Il manifesto della nostra iniziativa referendaria , da me redatto e riportato sul sito www.no194.org , quello ufficiale dell’associazione no194 e dell’omonimo comitato no194 , che vanta oltre 11 000 aderenti , sigla che rappresenta la prima organizzazione antiabortista italiana , recita :

“ Piuttosto , alla luce del pericolo di una ( peraltro infondata ) censura da parte della Consulta , i quesiti referendari avranno essenzialmente come oggetto le norme più significative della legge , che si aggiungeranno così al quesito sull’abrogazione totale della legge .

Tra le disposizioni più controverse ed impopolari della 194 , in particolare ed anzitutto , debbono annoverarsi l’art. 4 ( che riconosce il diritto di interruzione volontaria della gravidanza anche per mere ragioni economiche , morali e sociali nei primi 90 giorni ) e l’art. 5 ( che attribuisce alla donna, anche se coniugata, il diritto di assumere la decisione abortiva senza coinvolgere il potenziale padre , che può così legalmente rimanere del tutto ignaro dell’evento ) .

L’iniziativa è solo finalizzata all’abrogazione della legge ( dall’entrata in vigore della quale si sono registrati oltre 5 milioni di aborti , secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute ) e rigetta ogni ipotesi di trattativa , che sarebbe inconcepibilmente effettuata sulla pelle del nostro prossimo .

Di conseguenza , possibili effetti legislativi dell’operazione in oggetto restrittivi sulla portata della 194 ( ed intermedi rispetto all’obiettivo indicato ) , sarebbero frutto di una ( tra l’altro ad oggi del tutto improbabile ) azione parlamentare totalmente unilaterale e non concordata con i promotori del referendum “ .

Dal primo periodo , si prospetta in modo assolutamente pacifico :

a ) la proposizione di un quesito sull’abrogazione totale della legge ;

b ) che , alla luce del pericolo di una ( peraltro infondata nel merito ) censura da parte del Consulta , i quesiti referendari avranno essenzialmente come oggetto le norme più significative della legge , fermo restando il quesito abrogativo totale ( cosiddetto massimale ) .

In particolar modo gli interventi della Corte Costituzionale potrebbero aver come oggetto due questioni :

A ) il vuoto normativo conseguente all’abrogazione totale della legge , anche alla luce della possibile non reviviscenza della disciplina prevista dal codice penale ed abrogata con la 194 ;

B ) il contrasto con l’art. 32 della carta , sotto il profilo della tutela del diritto alla salute della donna potenziale madre .

In relazione a ciascuna di tali obiezioni , ho proceduto alla stesura di due quesiti , uno massimale e uno minimale , che , salve le rettifiche formali del caso ed ogni approfondita , opportuna ulteriore riflessione, dovrebbero essere definitivi e che , nel loro complesso , rappresentano l’azione concretamente ( e sottolineo l’avverbio , avulso dall’approccio operativo dei sognatori )  più radicale e netta che può essere esperita contro la legge 194 .

1 ) Come ho più volte precisato , il quesito massimale può essere proposto anche formalmente in modo massimale o in modo formalmente non massimale , ma massimale nella sostanza .

Il testo da me redatto viene qui convertito per fini divulgativi in una forma che consenta una diretta lettura delle disposizioni di legge che rimarrebbero vigenti , nei seguenti termini : Volete che sia abrogata la legge 22 maggio 1978 n. 194 recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza” , con riferimento agli artt. 1 , 2 , 3 , 4, , 5, 7 , 8 , 9 , 10 , 11 , 12 , 13, 14 , 15 , 16 , 20 , 21 , 22 ad eccezione quindi dell’art. 6 , con solo riferimento alle parole “ L’interruzione volontaria della gravidanza “ , “ può essere praticata “ , “ quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna “ , degli interi artt. 17 e 18 , che stabiliscono le pene per chiunque cagiona l’interruzione di gravidanza senza il consenso della donna , e dell’art. 19 , con riferimento alle parole “Chiunque cagiona l’interruzione volontaria della gravidanza “ , “è punito con la reclusione sino a tre anni “ di cui al primo comma , alle parole “ La donna è punita “ di cui al quarto comma , alle parole “Quando l’interruzione volontaria della gravidanza avviene su donna minore degli anni diciotto, o interdetta , “, “ chi la cagiona è punito con “ , “ pene “ , “ aumentate fino alla metà “ di cui al quinto comma e alle parole “Se dai fatti previsti dai commi precedenti deriva la morte della donna, si applica la reclusione da tre a sette anni “ di cui al sesto comma ?

Ecco che l’abrogazione , tra l’altro , oltre che degli artt. 4 e 5 ( che hanno introdotto il libero aborto nei primi 90 giorni di gravidanza ) , dell’art. 6 limitatamente alla lett. b ( che riguarda i casi di interruzione della gravidanza anche dopo i primi tre mesi di gestazione , ammessa qualora siano accertati processi patologici tali da determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna ) , lascerebbe sopravvivere il 6 lett. a , con il quale si ammette l’aborto anche dopo ( ma , ovviamente , già prima ) il 90° giorno di gravidanza nel caso di grave pericolo per la vita della donna , per effetto della gestazione o del parto .

Come più volte ribadito , tale ultima ipotesi sostanziale non è stata introdotta della 194 , perché anche anteriormente alla sua entrata in vigore , anno 1978 , quella fattispecie rientrava nella generale causa di giustificazione di cui all’art. 54 c.p. , non essendo , in particolare , punibile quella condotta per stato di necessità ( della madre ) , quindi per la necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di danno grave alla persona , non volontariamente causato dall’interessato , né altrimenti evitabile , ferma restando la proporzionalità del fatto al pericolo .

Chi con la 194 vorrebbe abolire questa ipotesi , non conosce il diritto .

Le altre disposizioni della 194 che salvo nel quesito sono quelle sanzionatorie , con riferimento ai casi di interruzione colposa ( art. 17 ) , non volontaria per la donna ( art. 18 ) e volontaria per la stessa ( art. 19 ) della gravidanza .

Quindi vengono confermate le norme sulla base delle quali già oggi si punisce , sia pur con il riferimento a limitatissimi casi sugli aborti totali ( forse neppure l’1% ) , mentre con il successo referendario mediante la prevalenza dei “ Sì “ su questo quesito la disciplina sanzionatoria riguarderebbe non meno del 99% dei casi di aborto , se si considera che le ipotesi in cui dalla gravidanza possa derivare il decesso della donna , anche considerati i progressi della medicina , sono veramente ridotte al minimo , come mi confermano gli stessi medici e ginecologi .

Verrebbero in tal modo fatti salvi i due discutibili princìpi affermati dalla consulta nella recente sentenza n. 13 del 2012 , con la quale sono stati rigettati i quesiti del referendum elettorale di matrice Dipietrista , che hanno sottolineato :

a ) l’inammissibilità di una reviviscenza di una legge ( abrogata , quali le incriminazioni del codice penale ) anteriore rispetto a quella oggetto di referendum ;

b ) la necessità che , dall’astratta abrogazione della legge , sia configurabile una normativa cosiddetta “ di risulta “ , quindi residua e tale da poter sopravvivere autonomamente ed essere immediatamente applicabile , regolando la materia .

2 ) I quesiti minimali possibili ed efficaci per i nostri fini sostanziali sono molteplici .

La formula che ho usato sin dall’inizio è volutamente non specifica , per evitare che qualche associazione usasse la virgola o il punto e virgola per giustificare la sua mancata adesione , mascherando , così , i propri interessi di marchio e di bottega , con implicazioni anche di carattere commerciale .

Arrivati al punto in cui chiunque , anche alla luce dei miei appelli caduti nel nulla a formulare proposte concrete , pure il più stolto tra coloro che si interessano alla questione , ha compreso che chi si dichiara antiabortista abrogazionista e non aderisce alla nostra iniziativa o è un falso antiabortista abrogazionista o cerca di nobilitare con motivazioni tecniche ragioni di natura psicologica , ambizioni personali , se non direttamente interessi economici, ho deciso di rendere pubblico anche il secondo quesito .

Quesito che , anche in questo caso , viene qui convertito per fini divulgativi in una forma che consenta una diretta lettura delle disposizioni di legge che rimarrebbero vigenti nei seguenti termini: Volete che sia abrogata la legge 22 maggio 1978 n. 194 recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza” , con riferimento agli artt. 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 7 comma 2 , 8 , 9 , 10 , 11 , 12 , 13 , 14 , 15 , 16 , 20 , 21 , 22 ad eccezione dell’art. 6 , con riferimento alle parole “ L’interruzione volontaria della gravidanza “ , “ può essere praticata : a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna ; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. “ , dell’art. 7 commi 1 e 3 , che fissa le modalità di accertamento e limitazioni delle condizioni di cui al comma 6 , degli interi artt. 17 e 18 , che stabiliscono le pene per chiunque cagiona l’interruzione di gravidanza senza il consenso della donna , dell’art. 19 , con solo riferimento alle parole “Chiunque cagiona l’interruzione volontaria della gravidanza “ , “è punito con la reclusione sino a tre anni “ di cui al primo comma , alle parole “ La donna è punita “ di cui al quarto comma , alle parole “Quando l’interruzione volontaria della gravidanza avviene su donna minore degli anni diciotto, o interdetta,“, “ chi la cagiona è punito con “ , “ pene “ , “ aumentate fino alla metà “ di cui al quinto comma e alle parole “Se dai fatti previsti dai commi precedenti deriva la morte della donna, si applica la reclusione da tre a sette anni “ di cui al sesto comma ?

Testo identico al massimale con la sola eccezione del riferimento ai casi di cui alla lettera b dell’art. 6 , con cui comunque si estenderebbero ai primi 90 giorni di gravidanza le più rigorose condizioni previste dal tale articolo , ed al primo e terzo comma dell’art. 7 che si renderebbero necessari per l’accertamento delle condizioni dell’articolo precedente , con limiti nell’ipotesi di vita autonoma del feto , che rende praticabile l’aborto solo nel caso della lettera a ) .

Quindi , non più aborto libero , neppure nei primi 3 mesi di gestazione .

Un testo , peraltro , proposto solo al fine di evitare che il nostro sforzo ( e posso parlare in prima persona nel definirlo quanto meno notevole , pur nella consapevolezza se nessuno mi ha obbligato ad affrontarlo ) cada nel nulla ( consentendoci di ottenere almeno un risultato parziale , significativo sul piano giuridico e culturale ) , a seguito dell’eventuale censura della Consulta in ordine al citato contrasto del quesito massimale con l’art. 32 della costituzione , che tutela il generale diritto alla salute , che sarebbe naturalmente considerato con riferimento alla potenziale madre e non al concepito .

Una censura totalmente non condivisibile nel merito , perché l’aborto non è mai terapeutico , ma sempre possibile e quindi da non ignorare .

Chiederemo , dunque , come da manifesto , l’abrogazione totale e solo in subordine abrogazioni parziali , che , se accolte , rappresenterebbero comunque i presupposti sostanziali e culturali ( per una volta usiamo anche noi tale termine , spesso utilizzato con frequenza da chi intende nobilitare la propria inefficienza ) per il totale annientamento di una legge che sarebbe ad oggi precluso da ostacoli oggettivi frapposti dalle istituzioni ( come detto , dalla Corte Costituzionale ) .

Altro sarebbe , ovviamente , limitare la propria azione volontariamente ed a seguito di un accordo con il potere politico-parlamentare ( che talvolta propone ai comitati referendari una modifica legislativa a parziale accoglimento dei quesiti dietro la rinuncia alla loro azione ) , che sarebbe frutto di una trattativa ignobilmente condotta sulla pelle del nostro prossimo .

Un conto è la scelta , un conto è l’imposizione dell’autorità , da cui discende un oggettivo ostacolo .

Non si può ignorare o abrogare un’irrevocabile decisione della Consulta , questa è la realtà nel nostro ordinamento .

Chi dice o tutto o niente ( fermo restando che quel tutto deve costituire il nostro obiettivo ) a prescindere dalla realtà , vive tra le nuvole e lassù è bene che continui a filosofare , operando nel mondo dei sogni , dove il senso pratico non esiste .

Lo stesso mondo che frequentano coloro che si lamentano della vigenza di una legge ostentando i muscoli e digrignando i denti , senza fare nulla per abrogarla o senza aderire ad un’iniziativa già avviata in tal senso .

3 ) Una terza ipotesi già ventilata , quella di riproposizione tale e quale del quesito minimale già ammesso nel 1981 ; deve essere valutata molto attentamente , giacché quel quesito , predisposto dal Movimento per la Vita nell’àmbito di una pur lodevole operazione , presenta aspetti contrastanti con lo spirito della nostra iniziativa .

Penso piuttosto ad un altro testo , che superi le censure più rigorose della Corte costituzionale e sul quale sto lavorando .

Un testo ulteriore che , lo ribadiamo , troverebbe la sua giustificazione sui vincoli formali imposti dalla Consulta e non su questioni ideali , essendo la nostra posizione chiaramente diretta a salvaguardare il diritto alla nascita del concepito , da affermare nel modo più ampio possibile , con i soli limiti oggettivi imposti dal ordinamento giuridico del nostro paese che nessuno , tanto meno un avvocato , può ignorare .

Invito , come sempre , tutti coloro che ritengono che abbia un senso protestare contro qualcosa solo se si ha una proposta concreta diretta alla sua eliminazione e che comprendono che la piazza è l’unica via di protesta per un popolo solo in una dittatura ad aderire alla nostra iniziativa , finalizzata all’utilizzo di uno strumento di democrazia diretta , tramite il sito ufficiale www.no194.org .

Ed invito tutti a partecipare alla “ 24ore per la vita “ ( da noi organizzata in collaborazione con un’associazione nostra alleata , che ha aderito con tutti i suoi effettivi a NO194 ) che partirà dalle ore 9 del 2-11-2012 e si svolgerà in corrispondenza delle chiese e degli ospedali indicati sul sito stesso , una manifestazione dalla matrice esplicitamente abrogazionista e nella quale sarà meramente tollerata l’eventuale presenza di parlamentari nazionali , in carica o meno .

In tale prospettiva , si condanna sin d’ora ogni ipotesi di strumentalizzazione dell’evento da parte di costoro , responsabili in quanto tali per fatti o soprattutto , per ragioni anagrafiche , per omissioni della vigenza della normativa che vogliamo abrogare , alla luce dell’assoluta assenza di iniziative esperite dagli stessi dirette a tal fine abrogativo .

Pietro Guerini – Portavoce nazionale NO194

 Pubblicato , tra gli altri , da www.pontifex.roma.it il 30-9-2012

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Articolo ItaliaOggi del 29 settembre 2012

Articolo ItaliaOggi del 29 settembre 2012

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Conferenza: “ABORTO : ETERNA TRAGEDIA E NUOVO REFERENDUM”

Locandina Conferenza 6.10.2012

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NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO : L’ATTEGGIAMENTO DELLA CHIESA DI FRONTE ALL’EVENTO REFERENDARIO

“ Tanto la Chiesa non vi appoggerà mai ! “

Parecchi tra di noi , compreso il sottoscritto , dall’inizio della avventura della nostra organizzazione  si è sentito rivolgere da qualche sedicente cattolico e , soprattutto , “ pro life “ impegnati , questa frase , pronunciata con ghigno vagamente pannelliano .

Il disinteressato impegno verso la tutela del concepito si esprime così in un atteggiamento e in un malcelato ed implicito auspicio , identico a quello tipico dell’avversario più radicale in tutti i sensi .

Del resto , la torbida commistione tra opposti , sacro e “ antisacro “ , ha avuto diverse espressioni in ogni campo , compreso quello musicale ( pensiamo a Veronica Ciccone , in arte madonna , scritto in minuscolo per ovvio rispetto verso la fede professata ) ed anche certo antiabortismo nazionale, tanto artisticamente incline ai bei gesti , ai proclami fine a se stessi ed ai predicozzi privi di un minimo obiettivo concreto , non poteva sottrarsi a questa tendenza .

Vediamo se l’auspicio dei nostri avversari più agguerriti , che in teoria potrebbe anche non rivelarsi infondato , con loro soddisfazione , trovi nella realtà nazionale un riscontro , in astratto e in concreto .

Sotto tale ultimo aspetto , la mia analisi farà riferimento ai fatti verificatisi da quando ho promosso questa iniziativa .

1 ) In astratto , di fronte ad un nuovo referendum abrogativo della 194 , che ha legalizzato l’aborto nel nostro paese , la Chiesa potrebbe invitare i fedeli-elettori :

a ) a votare sì all’abrogazione ;

b ) a non recarsi alle urne , al fine di farci mancare il “ quorum “ ;

c ) a votare no all’abrogazione .

Vi è , poi , quale ultima ipotesi , l’eventualità che essa non prenda posizione , aderendo alla tipica istanza della crema illuminata del nostro paese , ben rappresentata nelle istituzioni , nel parlamento e nella cultura , che ritiene che chiunque possa esprimere opinioni su qualunque tema , ad esclusione degli appartenenti al Clero , che dovrebbero astenersi da ogni considerazione anche sulle questioni eticamente sensibili , pena , in caso contrario , una grave e scorretta intromissione nelle vicende italiche .

In linea con tale tendenza-esigenza , in modo più sbrigativo , coerente e meno ipocrita , essi in alcune dittature sono stati fisicamente eliminati , atto perfettamente equiparabile sotto il profilo della libertà di opinione .

A ) Anzitutto e nel merito , l’adozione da parte del mondo ecclesiastico di una posizione diversa da quella di cui al punto a ) sarebbe contrastante con i princìpi basilari del cattolicesimo , ribaditi sino ad oggi dal suo stesso vertice .

Lungi da me l’intenzione di strumentalizzare opinioni tanto autorevoli come quelle espresse in materia di aborto dai Pontefici , ma , in quest’epoca caratterizzata da una certa confusione , trovo interessante ricordare gli interventi effettuati dagli ultimi Papi su tale tragica piaga .

Il 22 maggio 2003 , in occasione del venticinquesimo anniversario dall’entrata in vigore della 194 , Papa Giovanni Paolo II dichiarò : “ Non può esserci pace autentica senza il rispetto della Vita , specie se innocente e indifesa come quella dei bambini non ancora nati . “ , “ Nessuna azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la Vita in ogni sua fase , dal suo sorgere sino al naturale tramonto “ .

Del resto nella “ Evangelium vitae “ del 1995 , il Pontefice polacco affermò inequivocabilmente che “ L’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta , comunque venga attuata , di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza , compresa tra il concepimento e la nascita “ .

Papa Benedetto XVI  , in occasione del trentennale dall’entrata in vigore della legge che vogliamo abrogare , quindi il 22 maggio 2008 , non fece certo affermazioni di tenore diverso : “ L’aver permesso di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza ha aperto un’ulteriore ferita nella nostra società. Difendere la Vita umana è diventato oggi praticamente più difficile , perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore “ , “ Da quando in Italia è stato legalizzato l’aborto ne è derivato un minor rispetto per la persona umana , valore che sta alla base di ogni civile convivenza , al di là di ogni fede “ .

Il 27 febbraio 2011 , Sua Santità ha sottolineato come “ L’aborto non è mai terapeutico, i medici che convincono le donne ad abortire le ingannano “ .

Come si può notare , la condanna espressa dal vertice assoluto della Chiesa cattolica è rivolta non solo contro l’aborto , ma pure esplicitamente contro la legge 194 .

E’ vero , esiste un orientamento minoritario , quello espresso da Don Gallo , molto apprezzato presso certi salotti televisivi , nei quali interviene quale rappresentante della Chiesa riscuotendo scroscianti applausi , che invita da anni il Vaticano a “ rivedere le sue rigide posizioni sull’aborto “ , il che , in realtà , comporterebbe la necessità di rivedere tutte le proprie posizioni .

L’assunto di Don Gallo ( che ha dichiarato di accompagnare le donne ad abortire , si legga l’intervista al Corriere della Sera del 23-11-1998 , e che in ogni caso difende il tenore della 194, in linea con le posizioni eretiche del cattolicesimo parlamentare, che, sostenendo tali tesi, partecipa con i suoi esponenti “più radicali“ alle marce “pro life“ non dichiaratamente abrogazioniste, dominandole sul piano massmediatico e inevitabilmente strumentalizzandole) esprime il proprio tratto “cattolico“ in una lettura di questa normativa che fa salva la sua intoccabilità e si traduce anzi nell’invocazione della sua piena attuazione, sotto il profilo di una valorizzazione dei consultori familiari, quale unico elemento di dibattito con l’area artefice di tale legge .

Ecco che , in pratica , il Sacerdote genovese e i rappresentanti nel parlamento del mondo cattolico nazionale , con la loro posizione , compiono una rilettura dei princìpi fondamentali che caratterizzano il cattolicesimo , che si può tradurre come segue : “ Ama in modo tanto onnipotente te stesso al punto che , qualora ne ravvisi la necessità , puoi sopprimere il prossimo tuo “ , “ Onora il padre e la madre , ma, se vuoi , elimina tuo figlio “ , “ Gli ultimi saranno i primi , sempre che tu ritenga necessario farli nascere “ , “ Non uccidere , al limite sopprimi un individuo durante il concepimento “ .

Riusciranno costoro a convertire il Pontefice in questa matura lettura dei princìpi cattolici ?

In assenza di questo evento , che se attuato si tradurrebbe in quella che taluni definiscono come la protestantizzazione del cattolicesimo ( termine che nella sua accezione moderata , a mio avviso , non rispecchia la situazione nordamericana , dove si registra un forte presenza evangelica ) , con la creazione di una religione fai da te che consenta a ciascuno di comportarsi come vuole e di sentirsi nel contempo con la coscienza a posto , possiamo ritenere che un rappresentante del clero che sposi la teoria Gallo si muova contro i vertici dell’istituzione a cui solennemente appartiene , parlando a titolo strettamente personale pur in assenza di una formale scomunica .

B ) Sotto il profilo puramente strategico , una posizione diversa da quella favorevole all’abrogazione e diretta comunque ad evitare il voto , non verrebbe compresa dallo zoccolo duro dei fedeli , i cosiddetti cattolici praticanti , e si aprirebbe così forse per la prima volta uno strappo veramente consistente con l’area opposta a quella a cui la Chiesa , secondo gli illuminati esponenti del mondo della cultura , della politica e delle istituzioni , dovrebbe prestare maggiore attenzione per modernizzarsi .

Dalla mia posizione , in contatto quotidiano con un una massa di iscritti che nel suo complesso ad oggi supera le 10 000 unità e che è composta in maggioranza ( oltre ad un 10% di atei o di scarsamente credenti ) da credenti in quanto tali , che non sposano alcuna posizione critica verso il Concilio Vaticano II e che si astengono da dibattiti teologici particolarmente articolati , credo di poter fare questa previsione con una certa cognizione di causa .

A mio avviso , si riduce sempre più col tempo la percentuale di fedeli che si rimette ad una valutazione del religioso circa il merito di una condotta e di un fenomeno ( se quindi essi debbano considerarsi positivi o negativi , accettabili o inaccettabili ) , mentre aumenta l’aspettativa che il fedele ripone nelle istituzioni ecclesiastiche di trovare riconoscimento nei princìpi che egli ritiene rispecchino i valori della confessione di appartenenza .

Ed è ciò che si verifica sempre più anche nel rapporto tra elettore e partito di appartenenza , tanto che la flessibilità del voto è in continua crescita , il “ non capisco ma mi adeguo “ di ferriniana memoria pare oggi molto lontano .

Del resto , la Chiesa non potrebbe mai fermare la nostra iniziativa anche se lo volesse e pure se essa, per quanto promossa da un cattolico dichiarato ed orgoglioso della propria fede come il sottoscritto , non fosse ispirata come lo è dal desiderio di elevare la civiltà del proprio paese e di tutelare il diritto di nascita dei propri connazionali più deboli , non di combattere delle battaglie religiose con i non credenti , che peraltro vedrebbero quest’ultimi pacificamente vittoriosi per ragioni numeriche .

In astratto , dunque , per ragioni sia di merito che strategiche , pare assai difficile immaginare una posizione ecclesiastica in contrasto con la nostra iniziativa , che si aggiunga a quella del mondo parlamentare , della cultura , dei mezzi di informazione e soprattutto dei nostri avversari più accaniti e inconsistenti , vale a dire quella parte del mondo cattolico e “ pro life “ che teme con la nostra iniziativa di perdere visibilità e di dover rendere conto di decenni di letargo e delle proprie più o meno interessate incoerenze .

Basta sfogliare i quotidiani di questi giorni , del resto , per leggere di politici dichiaratamente di area cattolica che invitano preventivamente a non trattare questioni etiche nella prossima campagna elettorale per le consultazioni legislative e di convegni sempre dichiaratamente di area cattolica che si limitano a trattare questioni economiche e nei quali si parla soltanto di danaro .

Il che è indice , quanto meno , di una notevole svalutazione del fattore spirituale .

2 ) In concreto , poi , ho riscontrato un atteggiamento molto positivo da parte del mondo ecclesiastico verso la nostra iniziativa , se è vero che parecchi religiosi hanno aderito e stanno aderendo ad essa , sia attraverso il sito www.no194.org che per via cartacea ( cito solo a titolo di esempio , in rappresentanza delle diverse zone del paese e non potendo riportare un lungo elenco di nominativi , Don Giovanni Ferrara di Padova , Padre Giovanni Cavalcoli di Bologna , Don Marcello Stanzione di Salerno , religiosi noti per la loro lucida coerenza ) .

Assai diffusi sono l’entusiasmo e la precisazione che la Chiesa da anni attendeva un’azione analoga che provenisse dalla società civile , dopo la pubblicazione di montagne di libri in materia .

Gli atteggiamenti di natura diversa , al di là di un’ovvia e comprensibile cautela iniziale di fronte ad un’operazione che stava nascendo , si ricollegano non a divergenze ideali ( fatti salvi i pochi Don Gallo ) o strategiche ( eccetto qualche isolata fisiologica tendenza al doroteismo antropologico ) , ma alla differente natura umana , che porta taluno tra di noi ad essere nella nostra quotidianità più un Don Abbondio che un Don Camillo .

Ricordo i nostri prossimi impegni , strumentali e propagandistici rispetto all’evento referendario : le conferenze di Firenze del 8-9-2012 alle ore 17 nel locale Giubbe Rosse , con locandina già pubblicata sul sito , quella presso la parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola a Padova , fissata per le ore 21 del 6-10-2012 e una probabile intermedia a Genova , di cui verrebbe data notizia sempre sul sito , mentre per le ore 9 del 2-11-2012 abbiamo organizzato con altra associazione la 24 ore per la Vita , con gruppi di preghiera che si raduneranno presso ospedali e luoghi di culto , che saranno via via indicati ancora su www.no194.org  .

A tale ultimo evento , stante la sua matrice strettamente abrogazionista , l’eventuale presenza di parlamentari nazionali sarebbe meramente tollerata , dovendosi rigettare in radice qualsiasi tentativo di strumentalizzazione da parte di coloro che in questi decenni hanno , con azioni ed omissioni , consentito la vigenza della legge in oggetto , che vogliamo cancellare in modo inequivocabile .

Diversamente essi possono legittimamente operare in altre manifestazioni genericamente “ pro life “ e non dichiaratamente abrogazioniste , quindi compatibili con la loro condotta , considerato il carattere infinitamente indeterminato del termine “ pro life “ e di espressioni  affini come “ difesa della vita ”.

Avv. Pietro Guerini – Portavoce nazionale NO194

 Pubblicato il 31-8-2012 da www.pontifex.roma.it

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