NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO : RAGGIUNTE LE 1 300 ADESIONI

Quando il 12-1-2011 ho iniziato anche a gestire il sito www.no194.org , attraverso il quale si raccolgono le adesioni all’iniziativa neoreferendaria , dopo aver promosso l’operazione nel 2009 , contavamo 183 iscrizioni e mi posi come obiettivo il raggiungimento di quota 1 000 entro fine luglio .

Una previsione che poteva forse ritenersi ottimistica .

In realtà , in questi giorni , quindi a fine maggio , abbiamo toccato le 1 300 adesioni .

Il positivo sviluppo della nostra campagna deve molto a Riscossa Cristiana , che ci sta dando spazio da un anno e mezzo a questa parte , grazie alla grande sensibilità del suo direttore , che mi affianca nelle diverse conferenze che ci vengono organizzate .

Il risultato è stato reso possibile anche dalla collaborazione di alcune organizzazioni di area cattolica che hanno aderito all’iniziativa non appena richiesto ( cito , ad esempio e scusandomi per eventuali dimenticanze , il Movimento d’Amore San Juan Diego, Ora et labora in difesa della Vita , Militia Christi , che significativamente riportano l’invito ad aderire all’operazione già nella home page dei loro siti , senza nulla aver mai chiesto come contropartita ) e di altre formazioni non rigidamente riconducili a quella definizione .

E notevole è stato il lavoro di alcuni nostri iscritti ( la matematica , tra l’altro , rivela che il primato di adesioni raccolte dai singoli spetta a due donne ) .

Utilissimi sono stati i due eventi ( ben ) organizzati il 22 a Roma ed il 28 a Desenzano .

Nella capitale si sono prodigati lodevolmente alcuni nostri aderenti ed altre persone esterne .

Nella successiva manifestazione bresciana , ho operato unitamente a due validi iscritti e altri volontari ( facendo nel nostro complesso pressoché il pieno dei partecipanti , lo posso affermare proprio in quanto presente ) sin dal raduno e soprattutto all’esterno della sala conferenze .

Provvidenziale al riguardo si è rivelato il rigetto della mia richiesta di poter esporre per 5 minuti l’iniziativa nel dibattito fissato per il pomeriggio ( durato poi 4 ore ) espressomi per iscritto due mesi or sono da parte di uno degli organizzatori , che da diverso tempo lamenta nei suoi articoli l’immobilismo che affliggerebbe il principale movimento antiabortista italiano .

Un rigetto motivato testualmente con argomentazioni rigidamente conservatrici , in forza delle quali non ero titolato a partecipare alla tavola rotonda in quanto essa era riservata a coloro che avevano fatto la storia del mondo pro life nazionale .

Ho potuto in tal modo dedicarmi totalmente ad incrementare , mediante il rapporto diretto con i partecipanti , la consistenza di un movimento che intende operare per conseguire un obiettivo concreto , ancorché di non facile attuazione , l’unico che ( a livello di politica antiabortista e , quindi , fatte salve la straordinaria utilità e portata umana del volontariato nonché l’importanza dell’attività culturale ) rappresenta una rottura rispetto all’immobilismo sopra evocato ( a prescindere dall’identità delle organizzazioni a cui esso possa riferirsi ) , vale a dire ottenere l’abrogazione di quella legge che tanto viene criticata con numerose pubblicazioni .

La marea di adesioni che , nonostante i tanti ostacoli , sta confluendo attorno a questo obiettivo comprova che il nostro mondo ( in particolare , la sua base ) vuole battersi per difendere concretamente a livello legislativo i propri ideali e non limitarsi a denunciare e descrivere un fenomeno drammatico .

Alcune riviste e circoli hanno dimostrato in questi giorni di aver compreso questo effetto positivo della nostra azione , sostenendo per la prima volta dopo anni tesi abrogazioniste .

Ringrazio tutti .

  

Pietro Guerini – Portavoce nazionale no194

Pubblicato su www.riscossacristiana.it il 31-5-2011

Lascia un commento

Intervista avv. Pietro Guerini a Radio 883

Lascia un commento

NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 : ABORTO E MONDO ECCLESIASTICO

Le argomentazioni a sostegno dell’iniziativa neo-referendaria , a cui si può aderire attraverso il sito www.no194.org sotto “ Aderisci ! “ , alla quali da sempre faccio richiamo sono essenzialmente di carattere razional-giuridico .

Ciò non solo per la mia formazione , ma soprattutto perché nessuno ( neppure un ateo ) , in quanto cittadino , può sottrarsi al confronto sui parametri giuridici , a differenza di quanto può avvenire per quelli religiosi .

Un’impostazione di fondo che non prescinde , ovviamente , dall’alto valore spirituale delle tesi cosiddette antiabortiste .

Lungi da me l’intenzione di strumentalizzare opinioni tanto autorevoli come quelle espresse in materia di aborto dai Pontefici , ma , in quest’epoca caratterizzata da una certa confusione , trovo interessante ricordare gli interventi effettuati degli ultimi Papi su tale tragica piaga .

Il 22 maggio 2003 , in occasione del venticinquesimo anniversario dall’entrata in vigore della 194 , Papa Giovanni Paolo II dichiarò : “ Non può esserci pace autentica senza il rispetto della Vita , specie se innocente e indifesa come quella dei bambini non ancora nati . “ , “ Nessuna azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la Vita in ogni sua fase , dal suo sorgere sino al naturale tramonto “ .

Del resto nella “ Evangelium vitae “ del 1995 , il Pontefice polacco affermò inequivocabilmente che “ L’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta , comunque venga attuata , di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza , compresa tra il concepimento e la nascita “ .

Papa Benedetto XVI  , in occasione del trentennale dall’entrata in vigore della legge che vogliamo abrogare , quindi il 22 maggio 2008 , non fece certo affermazioni di tenore diverso : “ L’aver permesso di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza ha aperto un’ulteriore ferita nella nostra società. Difendere la Vita umana è diventato oggi praticamente più difficile , perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore “ , “ Da quando in Italia è stato legalizzato l’aborto ne è derivato un minor rispetto per la persona umana , valore che sta alla base di ogni civile convivenza , al di là di ogni fede “ .

Di recente , il 27 febbraio 2011 , Sua Santità ha sottolineato come “ L’aborto non è mai terapeutico, i medici che convincono le donne ad abortire le ingannano “ .

Come si può notare , la condanna espressa dal vertice assoluto della Chiesa cattolica è rivolta non solo contro l’aborto , ma pure esplicitamente contro la legge 194 .

Questo in risposta a certi macchiavellismi che pervadono anche il cosiddetto mondo antiabortista , secondo i quali l’aborto sarebbe un fenomeno tragico e gravissimo , ma la legge 194 sarebbe intoccabile , anzi da attuare pienamente , sotto il profilo di una valorizzazione dei consultori familiari , quale unico elemento di dibattito con l’area ha partorito tale legge .

Una linea che trova una robusta sponda politico-parlamentare , al punto di essere ufficialmente condivisa dal leader dell’UDC Pierferdinando Casini .

Ed una linea che è presente pure all’interno della Chiesa , mi auguro in misura decisamente minoritaria .

Don Gallo , in una recente intervista televisiva a “ Le invasioni barbariche “ , ha criticato espressamente “ la chiusura ecclesiastica sul tema dell’aborto “ , difendendo una volta di più il tenore della 194 .

In pratica , il Sacerdote genovese , con la sua posizione , compie una rilettura dei princìpi fondamentali che caratterizzano il cattolicesimo , che si può tradurre come segue : “ Ama in modo tanto onnipotente te stesso al punto che , qualora ne ravvisi la necessità , puoi sopprimere il prossimo tuo “ , “ Onora il padre e la madre , ma, se vuoi , elimina tuo figlio “ , “ Gli ultimi saranno i primi , sempre che tu ritenga necessario farli nascere “ , “ Non uccidere , al limite sopprimi un individuo durante il concepimento “ .

Le teorie innovative di Don Gallo rappresentano solo la versione esplicita di un atteggiamento conservatore anche interno al mondo ecclesiastico verso la legislazione vigente in materia .

Quando ho cercato di organizzare la mia prima conferenza , mi sono rivolto ad un anziano collega del prevosto ligure , il quale , dopo un certo entusiasmo iniziale , ha preferito soprassedere dai suoi propositi , esprimendo il timore che le mie posizioni potessero suscitare polemiche .      

Meglio il quieto vivere .

Ecco che , ragionando a tale stregua , il popolo si creerebbe la propria religione , storicizzando quella precedente ed indicando implicitamente alla Chiesa i princìpi che deve professare , con l’incombente sanzione dell’impopolarità e della polemica .

In realtà , questo atteggiamento si traduce in una sottomissione acquiescente a tendenze sostenute da ambienti organizzati e minoritari , creando controproducente sconcerto e disorientamento in coloro che invece si riconoscono nel messaggio cristiano .    

Pertanto , la legge 194 ha “ creato una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita , al punto di renderne più difficile la difesa “ , ed ha legalizzato “ l’uccisione deliberata e diretta di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza “ , ma sarebbe opportuno non appoggiare neppure nelle forme più indirette iniziative oggettivamente dirette ad ottenerne l’abrogazione .

In tal modo si avallano le tesi e gli auspici laicisti secondo cui gli appartenenti al clero debbono essere spettatori dei mutamenti sociali , quali unici cittadini esclusi dal dibattito democratico , ai quali dev’essere negato il diritto di esprimere le proprie opinioni e di agire a sostegno delle stesse .   

Nella fattispecie , se una legge viene così duramente stigmatizzata dai Pontefici ( che ricoprono un ruolo anche gerarchico all’interno della Chiesa ) , credo sia ovvio dedurre che essi siano contrari alla sua vigenza e siano , dunque , favorevoli alla sua abrogazione .

L’abrogazione di una legge non può che avvenire nel rispetto dell’ordinamento giuridico a cui essa si riferisce .

Nel nostro paese , in astratto , ciò potrebbe compiersi solo in due modi : per via parlamentare o per via referendaria .

Il curriculum antiabortista dei nostri parlamentari , maturato in questi 33 anni dalla promulgazione della 194 , è totalmente nullo , se è vero che essi , compresi i sedicenti cattolici , non hanno ritenuto opportuno presentare un solo disegno di legge contro quella legge .

Non vi è , dunque , altra via che quella referendaria .

Se davvero si vogliono tradurre in concreto dei princìpi , è inevitabile sostenere le iniziative che si muovono in quella direzione .

Ecco perché confido in un appoggio logistico da parte delle strutture che ruotano attorno al mondo ecclesiastico , a partire dalle parrocchie , una volta che la nostra operazione avrà raggiunto un numero di aderenti ( ad oggi circa 600 ) tale da poter pianificare con gli stessi sul territorio la materiale raccolta delle firme .

Il tutto nella piena consapevolezza che la Chiesa non può farsi promotrice di un referendum , il che consente anche di scongiurare in radice la riferibilità ai suoi componenti dell’umana ( non diffusissima e non costruttiva ) tendenza a considerare errato ed inopportuno tutto ciò che , pur in linea con i propri princìpi , non si propone in prima persona , per poi tentare grottescamente di giustificare tale atteggiamento psicologico con contradditorie argomentazioni per nulla razionali , attinte in modo paradossale e significativo dal versante ideale opposto .

Sarebbe anche l’occasione per dimostrare una volta per tutte ed inequivocabilmente all’intera collettività , ai fedeli in particolare ed a se stessi che la Chiesa cattolica si muove di fatto in linea con il Magistero del Sommo Pontefice ( e nel rispetto della sua autorità spirituale ) e non di Don Gallo .

 

Pietro Guerini – Portavoce nazionale no194

 Pubblicato su www.riscossacristiana.it il 30-4-2011 

Lascia un commento

Conferenza sul tema: “ABORTO: ETERNA TRAGEDIA E NUOVO REFERENDUM”

Locandina Conferenza 21 maggio 2011

Lascia un commento

NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO : ISTITUZIONI COMUNITARIE , LEGISLAZIONI NAZIONALI E IL MODELLO DI CIVILTA’ IRLANDESE

Le illuminate menti che riescono a comprendere , a differenza di noi , la legittimità della soppressione di un nostro simile , anche attingendo ad un patrimonio culturale superiore particolarmente sensibile ai diritti fondamentali del cittadino ed alla difesa dei più deboli , elevano spesso il loro pensiero al punto di conferirgli un respiro internazionale .    

Il quadro legislativo continentale non è certo nel complesso incoraggiante ( si veda l’articolo che ho fatto pubblicare sul numero del 31-1-2010 di questa rivista , allora riportata sul sito  www.lariscossacristiana.com ) e da ciò esse traggono ispirazione per affermare l’irreversibilità della normativa che legalizza la pratica abortiva , accettata dalla quasi totalità dei paesi , quindi da ritenersi sacrosanta e , in ogni caso , definitiva .

Non solo , ma tale definitività sarebbe ratificata a livello istituzionale .

In particolare , i princìpi recepiti e propugnati dalle istituzioni comunitarie sarebbero incompatibili con il riconoscimento di un diritto alla nascita ( da comprimersi sono in circostanze eccezionali ) , a seguito della esplicita tutela concessa ( sia pur con diverse sfaccettature paese per paese ) al contrastante diritto all’interruzione volontaria di gravidanza , tutela che si tradurrebbe in un vero e proprio diritto all’aborto , contro il quale non si potrebbe legiferare in nessuno stato europeo .

Anche alla luce di ciò , iniziative come la nostra assumerebbero un carattere del tutto pleonastico .

Una risposta significativa a questa ennesima argomentazione strampalata contrastante con l’operazione neoreferendaria è venuta da una recente sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo , a seguito di un ricorso presentato nel 2005 da due donne irlandesi e da una lituana residente nell’isola verde .

Ricorso con il quale esse hanno lamentato il presunto contrasto dell’art. 8 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ( che tutela il diritto al rispetto della vita privata e familiare )  da parte della legislazione nazionale irlandese , che ammette la pratica abortiva solo in presenza di un pericolo di vita della madre .  

Ebbene , con la sentenza citata , la Corte adìta ha affermato a chiare lettere l’intangibile sovranità di ogni singola nazione nel regolamentare il fenomeno in oggetto , sottolineando che nella convenzione europea ora citata non è contemplato alcun diritto all’aborto .    

Ogni Stato , quindi ed a prescindere dalla comunque non illimitata incidenza generale delle istituzioni comunitarie sui parlamenti nazionali , può liberamente disciplinare in materia , senza subire decisivi condizionamenti da parte delle stesse .

Di conseguenza , in merito non sussiste alcun obbligo del nostro paese di adeguarsi a normative esterne .

Ricordiamo che la legge 194 , che riconosce il diritto all’interruzione della gravidanza nei primi 90 giorni per qualsiasi ragione , anche meramente economica , morale e sociale , è sostanzialmente identica alla legge che disciplina il fenomeno abortivo in Francia .

Orbene , con l’adesione all’iniziativa neoreferendaria , che si effettua accedendo al sito www.no194.org secondo le modalità precisate sotto “ aderisci ! “ , si può non solo affermare un princìpio universale nella prospettiva di concrete implicazioni di carattere legislativo , ma anche sancire una rottura con una cultura nichilista che mal si concilia con la tradizione più profonda della realtà italiana .

Non possiamo ignorare che la capitale del nostro paese è la capitale mondiale del cattolicesimo e che tale religione ha affermato la sacralità della vita come valore assoluto , in quanto tale non comprimibile dagli interessi di comodo dei singoli .

Ho sostenuto sin dal mio primo pezzo pubblicato sulla rivista che gentilmente mi ospita ( pubblicato il 31-12-2009 ) che il diritto alla nascita doveva essere riconosciuto a livello costituzionale ed inserito tra quelli inviolabili di cui all’art. 2 della Carta .

Il che avrebbe reso incostituzionale la 194 .

Ed ho anche precisato , sempre in quell’articolo che , al limite e quanto meno , i costituenti avrebbero dovuto estendere il generale diritto di rinvio alle camere del Capo dello Stato , non vincolante e non ripetibile secondo l’art. 74 della Carta stessa , rendendolo  vincolante e ripetibile per quelle leggi contrastanti con i diritti dei non elettori ( categoria alla quale i concepiti appartengono ) , rispetto al consenso dei quali il parlamentare non dipende .

E non è certo un caso che il diritto alla nascita trovi diretto riconoscimento nella costituzione irlandese .

Una costituzione emanata da un paese che costituisce , anche sul piano legislativo , un autentico esempio di civiltà a livello mondiale e , comunque , europeo.

L’Irlanda , attingendo dalla consapevolezza della propria drammatica storia , resiste orgogliosa ad ulteriori colonizzazioni provenienti dal proprio continente , con le quali si vorrebbe pure legalizzare la soppressione dei propri figli .

Questa fiera resistenza trae il proprio fondamento ideale nel richiamo ad una cultura religiosa che si riconosce nella chiesa romana e nell’autorità spirituale del Sommo Pontefice .

Riportandomi al discorso di apertura , se nell’affrontare un tema vitale ( in tutti i sensi ) come quello dell’aborto proprio non vogliamo , come dovremmo , limitarci ad interrogare le nostre coscienze , ma intendiamo svolgere preliminari analisi culturali o sociologiche di respiro internazionale , sarebbe opportuno che ci prodigassimo in tale esercizio volgendo la nostra attenzione a quella specifica realtà e che , rispecchiandoci in essa , scorgessimo le radici culturali che sono peculiari della nostra società .               

Anche per questi motivi , dunque , invito tutti ad aderire alla nostra iniziativa , aggiungendosi al mezzo migliaio di nostri connazionali che hanno già fatto tale scelta , due terzi dei quali solo negli ultimi due mesi e mezzo . 

 

Pietro Guerini – Portavoce nazionale no194

 Pubblicato il 30-3-2011 su www.riscossacristiana.it

Comments off